Quante volte si è letto di manager, artiste e artisti, cantanti e in genere di personaggi legati al mondo dello spettacolo le cui carriere sono iniziate entrando dalla “porta di servizio”. Per Sara Gozzi, laurea in Scienze Politiche, venticinque anni spesi alle dipendenze del Comune di Carpi, la carriera culminata da qualche mese nella qualifica di "funzionario a elevata qualificazione” ha preso le mosse dal botteghino del Teatro. Finendo per fare di lei il nome e il volto del Cartellone di prosa e danza 2026/2027 (la musica è tuttora di pertinenza del maestro Carlo Guaitoli) del Comunale. E sgretolando un'antica idiosincrasia un tantino ideologica delle Giunte verso il concetto stesso di "direttore/trice” (in questo caso "artistica”, come è stata definita negli ultimi comunicati ufficiali) in particolare quando si tratta di personale interno. A pensarci bene, nemmeno l'indimenticata Tiziana Cattini, assurta a responsabile unica della programmazione teatrale, ultima a provenire dall'organico comunale, fu mai gratificata del titolo onorifico di direttrice, pur essendola di fatto: ma erano appunto altri tempi. segue
Ad agevolare il raggiungimento dell'ambito traguardo, per la nuova responsabile della prosa e della danza è stata determinante la totale identificazione con il teatro. Quello inteso genericamente come espressione culturale, rappresentazione e invenzione, al quale ha dedicato una propria vita di attrice autonoma e parallela a quella del lavoro per il Comune. E il Teatro comunale di Carpi vero e proprio, oggetto della sua tesi di laurea e mai abbandonato nelle diverse mansioni organizzative che l'istituto le ha via via richieste, dalla maschera di sala alla biglietteria, dalla redazione dei programmi serali alla gestione delle pratiche Siae, dalla formazione da operatore teatrale sotto la guida di Debora Pietrobono alle escursioni a proprie spese in teatri di mezza Italia per visionare, valutare e proporre le produzioni. Fino a quella che congiunge i due aspetti della sua passione: la co-conduzione (con il regista Gigi Tapella) e l'organizzazione dei laboratori "Fare teatro”. Da un quarto di secolo mobilitano un numero sempre crescente di bambini, adolescenti e giovani attratti non tanto dalla prospettiva di calcare le scene (anche se qualcuno ce l'ha fatta o sta provandoci) quanto dal teatro come capacità di travestirsi e dare vita a personaggi diversi dall'Io, in mondi, atmosfere e situazioni lontane anni luce dalla quotidianità così da acquistare padronanza di sé, capacità di integrazione nei gruppi, disciplina e sicurezza per la vita reale. segue
A dimostrare la totalizzante identificazione di Sara Gozzi con il teatro, essendo lei stessa, di indole mite e timida, ma capace di trasformarsi in ogni occasione recitativa, c'è la sua parallela vita artistica. Partita dalla formazione attraverso corsi e stage si è tradotta in una quantità di recite e letture sceniche per eventi promossi da istituzioni e associazioni, oltre che nella collaborazione con l'associazione culturale “La collina delle Fate” di Bologna per la quale si è esibita in diversi contesti a Milano, Monza, Stoccarda, con il collettivo di scrittori e musicisti "In a lifetime” e con il “Teatro di Corte” di Carpi. Teatro, dunque, come vita, mistero, libertà espressiva, fantasia, ricerca. E teatro come organizzazione, macchina e struttura aziendale fatta anche di numeri, persone, contratti, ricerca. Sono i due volti della nuova direttrice artistica che si ritrovano anche nei caratteri distintivi del primo Cartellone di prosa e danza di sua completa ideazione: un tocco di audacia e innovazione, in equilibrio con le aspettative di un pubblico consolidato, attento, ma che non accetta eccessi di disorientamento.