Sicurezza in Consiglio: parlano le minoranze. Al Tar per il mega piano bocciato di via Remesina. Una navetta per Sant'Antonio

“Che cos'ha fatto il sindaco Bellelli per la prevenzione dei furti nelle case?” sottotitola il Carlino di oggi dedicando mezza pagina di apertura alle ragioni portate ieri sera dalle minoranze al Consiglio comunale monotematico dedicato alla sicurezza? La frase, virgolettata, non è attribuibile a nessuno dei dichiaranti e parrebbe soprattutto la fusione di concetti anticipati al giornale – impossibilitato a fornire il resoconto effettivo della seduta dato l'orario – dal pentastellato Eros Andrea Gaddi, dai leghisti Giulio Bonzanini e Federica Boccaletti e da Annalisa Arletti di Fratelli d'Italia. Preoccupato, il Carlino, di riferire solo le dichiarazioni di 5Stelle e destre sul tema e non avendo potuto seguire il dibattito, protrattosi fino a tarda ora, non fa cenno ai 500 mila euro che, ha spiegato l'assessore alla Sicurezza Mariella Lugli, sono stati erogati dall'Unione delle Terre d'Argine dal 2018 a oggi per facilitare l'installazione di sistemi anti intrusione. E neppure alle considerazioni svolte da Bellelli sui poteri effettivi di un Sindaco in materie come il coordinamento delle forze dell'ordine o la certezza della pena. Il che parrebbe un po' dare ragione a una delle affermazioni più contestate da destra, sempre ieri sera, dell'assessore Lugli: a dispetto dei dati sull'andamento dei reati, sempre in discesa secondo diversi istituti di ricerca statistica, la percezione della gente va in direzione opposta e si conferma, a livello nazionale, uno stato di ansia e paura prevalente fra i cittadini. Il che, ha sottolineato Lugli, riferendo considerazioni svolte proprio a Carpi dal Prefetto e dal Questore, porta a valutare come fattore condizionante anche il ruolo svolto dalla stampa. “Se è violento è importante”, sarebbe dunque la regola di certa informazione secondo un concetto espresso a suo tempo dall'ex Questore di Bologna, oggi Prefetto di Trento, Gianfranco Bernabei, citato dall'Assessore: e Lugli ha ricordato l'insistenza sull'episodio della rissa in corso Fanti, sempre quello, ma ripreso più volte fino a dare la sensazione che gli episodi si moltiplicassero; o le gare clandestine inesistenti; o notizie ufficiali date dalla Polizia di Stato, ma comunicate in modo da falsarne il contenuto. Il solo rilievo che si può muovere al ragionamento dell'Assessore – e deve essersene accorta anche lei, in una successiva precisazione – è che non è corretto parlare genericamente di “stampa” e che qualche distinguo è pur necessario.

 

La Gazzetta apre invece sulla notizia del ricorso al Tar presentato dai proprietari del Pp2 in fondo a via Remesina contro l'esclusione da parte del Comune di una loro proposta di piano particolareggiato, che l'assessore Riccardo Righi definisce “non di pubblico interesse” com'era invece specificato fra i requisiti richiesti per le ultime manifestazioni di interesse in regime transitorio e prima della chiusura imposta dalla nuova legge urbanistica regionale. Il piano, poi, annota sempre l'Assessore, è rimasto fermo per 38 anni – risale infatti al 1984 – è figlio di altre epoche, non ha limitato gli alti indici costruttivi, è privo di aree verdi di cessione e per l'edilizia sociale e non è stato aggiornato alle esigenze di tutela del suolo.

 

 

Una notizia condivisa dai due quotidiani è il tentativo di porre rimedio al vuoto lasciato a Sant'Antonio in Mercadello dal pensionamento del medico di Medicina generale: al momento, come informa il sindaco di Novi, Enrico Diacci, si ovvierà con una navetta che porterà all'ambulatorio di Rovereto i casi più gravi, mentre la farmacia della frazione farà da recapito per la richiesta di ricette.