Un nuova disciplina per le bici elettriche dalle grosse ruote e con motore autonomo dai pedali

Il nuovo Codice della Strada le considera ''cicli a propulsione'' equiparandole ai ciclomotori: dunque, con obbligo di casco, assicurazione e targa

Prima o poi si dovevano pur imporre delle regole (o applicare seriamente quelle che già esistono) alle biciclette elettriche autonome che sono cosa diversa dalle normali biciclette a pedalata assistita dette anche "pedelec”. Le biciclette elettriche autonome, in forte espansione soprattutto fra i rider, si distinguono per le gomme grosse e larghe che le fanno somigliare a mountain bike, ma ne esiste una quantità di modelli, secondo l'utilizzo. C'è chi le chiama anche "fat bike”, bici grasse, per il loro aspetto, ma questa definizione coglie solo i modelli studiati per pedalare su terreni impervi, sabbiosi o innevati. Le differenze rispetto alle bici a pedalata assistita sono numerose. La principale è che nelle prime il motore elettrico funziona solo pedalando, stacca comunque quando si raggiungono i 25 chilometri orari e hanno una potenza massima di 0,25 kw. Nelle seconde la potenza è superiore ai 25 kw, il motore è autonomo dalla pedalata, a partire dall'accensione e, ritoccando il limitatore di velocità possono raggiungere anche la velocità di 45 chilometri orari. segue 

 

Il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore proprio in questi giorni, ha introdotto per questo tipo di biciclette dalle gomme grosse la categoria dei "cicli a propulsione”, assimilandole in tutto e per tutto ai ciclomotori, anche se più ecologici e meno rumorosi dei classici "motorini”. Ne consegue l'obbligo di targa, assicurazione e casco che invece non sono richiesti per le bici a pedalata assistita. I "cicli a propulsione”, infine, non possono circolare sulle piste ciclabili. Giusto, dunque, introdurre una nuova disciplina per le bici elettriche dalle ruote larghe che non obbligano a pedalare per alimentare il motore e che si sia andati oltre la situazione vagamente anarcoide che si era creata nei fatti, al punto che per un monopattino sono diventati obbligatori casco e targa, mentre questi mezzi, che si possono considerare dei veri e propri scooter elettrici, ne erano finora esenti.