Inaugurato a Novi l'anno accademico 2026/2027 della ''Natalia Ginzburg''

Alla sala Ferraresi tutto esaurito con Michela Marzano che ha parlato della ''paura di crollare''

Tutto esaurito alla sala civica Ferraresi di Novi per l'apertura ufficiale dell'anno accademico 2026/2027 della Università della libera età "Natalia Ginzburg" di Novi con la filosofa Michela Marzano, che ha introdotto il tema: "La paura di crollare. Fragilità e controllo nel mondo contemporaneo". Michela Marzano, che è professoressa di Filosofia morale presso l’Università Paris Descartes, ora Paris-Cité, dove dirige il Dipartimento di Scienze sociali (UFR SHS – Campus Saint-Germain) era reduce dalla sua partecipazione al Festival Filosofia 2026 dove, a Sassuolo, aveva parlato sul tema "Abitare il caos". La relatrice è stata intervistata dal giornalista modenese Gabriele Sorrentino mentre l'appuntamento è stato introdotto dal saluto istituzionale del Sindaco di Novi, Enrico Diacci, intervenuto all'iniziativa assieme all'assessore alle politiche scolastiche e alla cultura, Annalisa Paltrinieri. 

Dopo questo evento che può considerarsi come una pre-apertura dell'anno accademico, il programma dei corsi organizzati dalla Natalia Ginzburg di Novi prenderà concretamente il via col prossimo mese di ottobre: martedì 6 ottobre il professor Andrea Violi introdurrà un tema musicale "La musica dalla West Coast anni 60/70 provenienti dalla California. Alcune tra queste canzoni furono tradotte in italiano. Martedì 13 ottore Alessandra Agrestini parlerà di birra artigianale e delle materie prime italiane che vengono utilizzate per produrla. Giovedì 16 ottobre sarà la volta del professore Pietro Marmiroli che parlerà di lessico filosofico; martedì 20 ottobre Moreno Piccinini tratterà della pittura di Tiziano nel 450esimo anniversario della morte dell'artista. Infine, martedì 27 ottobre Gabriele Sorrentino introdurrà il tema: "La dinastia Estense, mecenati, artisti e la nascita della città ideale".

(Nelle foto ph. Magda Gilioli: alcuni momenti dell'evento novese della Natalia Ginzburg)