La bellezza al di là del dramma

A Carpi il progetto di Charley Fazio per i bimbi siriani rifugiati

La bellezza al di là del dramma

Dal 14 aprile al 6 maggio a Palazzo Pio per iniziativa del Comune con sostegno di Apvd

Il fotografo Charley Fazio ha messo in mano ai bambini una macchina fotografica istantanea chiedendo loro di catturare la “bellezza”. E di bellezza a Kilis, città al confine tra la Turchia e la Siria dove vivono mille rifugiati tra tendopoli e case fatiscenti, si fa davvero fatica a trovarne. Ma gli occhi dei piccoli rifugiati hanno comunque saputo cogliere la loro personale bellezza (un peluche, una bambola, un amichetto…) che resiste nonostante il dramma e che dona speranza per il futuro, realizzando trenta scatti di straordinaria intensità raccolti dal fotografo per il progetto espositivo “La bellezza ritrovata – a shot for hope” (www.labellezzaritrovata.it) dedicato ai bambini rifugiati siriani e promosso dall’associazione no profit Joy for children Aps (fondata dallo stesso Fazio), la cui missione è sostenere i minori in situazioni di emergenza in Italia e nel mondo.

La mostra, che oltre alle immagini dei piccoli comprende anche le foto di Fazio fatte ai fanciulli rifugiati, è itinerante e prevede diverse tappe in Italia e all’estero. Una di queste è Carpi, dove approderà dal 14 aprile (inaugurazione alle 17) al 6 maggio a Palazzo dei Pio con il patrocinio del Comune di Carpi, la collaborazione congiunta degli assessorati alla Cultura, Istruzione, Politiche giovanili e Immigrazione e il sostegno dello sponsor Apvd Communication. 

 

Charley Fazio è un fotografo professionista di Palermo, semifinalista al Sony World Photography Awards nel 2008, pubblicato da National Geographic Italia, collaboratore di alcune prestigiose riviste come Marcopolo. Nel 2016 ha esposto i suoi lavori presso la Galleria Agora di Chelsea a New York e attualmente è impegnato come reporter in diverse missioni umanitarie.

 

“Fazio ha lavorato con alcuni di questi bambini rifugiati – annota la curatrice della mostra Titti Di Vito –, non solo ritraendone personalmente la bellezza interiore, la voglia di sperare e il desiderio di sognare, ma proponendo ad alcuni di essi un progetto formativo attraverso la fotografia (…). Le immagini realizzate sono toccanti e delicate e non si pongono l’obiettivo di provocare scioccando chi osserva le foto, bensì offrono una possibilità di ‘scambio’ e di interazione educativa mediante lo sguardo offerto e ricevuto”.

Il senso del progetto-mostra “La bellezza ritrovata – a shot for hope” è documentare attraverso un duplice sguardo, due visioni diverse, opposte per natura, per condizione sociale, per forza di cose. “Nelle svariate volte in cui mi sono recato in missione umanitaria a Kilis, città turca al confine siriano, ho conosciuto centinaia di bambini ed ho trovato inaspettatamente nei loro occhi la bellezza, spolverata della loro innocenza e del dolore subito – scrive Charley Fazio sul sito della mostra –. Non ho potuto più fare a meno di loro dopo averli conosciuti la prima volta ed ho continuato a fotografarli, dolci, allegri, stanchi, mesti, ogni santa volta che tornavo a Kilis. I loro volti sono impressi nelle mie fotografie, ognuno ha qualcosa da dire, ma non è sempre facile saper ‘sentire’ le loro parole, saper vedere ciò che essi stessi hanno visto (…). Così ho deciso di mettere nelle loro mani lo strumento con cui mi sento più a mio agio, lo stesso con cui ho potuto rapire i loro sguardi e la loro condizione di rifugiati nelle volte precedenti, ovvero una fotocamera (…). Ho voluto regalare a quei bambini l’opportunità di coltivare e affermare la propria ‘bellezza’, il proprio essere speciali e unici nonostante intorno ci siano solo macerie, dando loro fiducia e speranza nel loro mondo immaginario e personale”.

 

L’esposizione – che è a ingresso libero – prevede una serie di eventi collaterali sui temi della bellezza come strumento di resilienza, ma anche iniziative rivolte alle scuole con visite guidate e incontri con gli studenti. Venerdì 13 aprile, alle 19, Charley Fazio sarà alla libreria La Fenice per presentare il catalogo della mostra.

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