Informa l'ufficio stampa del Comune di Soliera che sabato 10 ottobre 2026, al Castello Campori di Soliera, verrà inaugurata la mostra "Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico", curata da Andrea Tinterri e Ilaria Sgaravatto. L'evento, promosso dalla Fondazione Campori e dal Comune di Soliera, è una celebrazione del centenario della nascita dell'artista, noto per le sue opere scultoree iconiche, e mira a offrire una prospettiva inedita sulla sua arte attraverso una selezione di fotografie. La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro e sostenuta da vari enti e sponsor, tra cui la Regione Emilia-Romagna e la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
La mostra rappresenta un'occasione unica per esplorare il patrimonio fotografico dell'archivio della Fondazione Arnaldo Pomodoro, presentato per la prima volta attraverso cento stampe originali che coprono un periodo dagli anni Sessanta agli anni Novanta. Le opere fotografiche dialogano con tre significative sculture di Pomodoro: "Disco solare" (1989-1990), "Progetto per il nuovo cimitero di Urbino" (1973) e "The Pietrarubbia group" (1975). Tra i fotografi che hanno catturato l'essenza dei lavori di Pomodoro vi sono Ugo Mulas, Maria Mulas, Mario Dondero e altri, le cui immagini non solo documentano la trasformazione della materia, ma anche il rapporto tra le opere dello scultore e gli spazi pubblici.
La mostra, aperta fino al 10 gennaio 2027, offrirà visite guidate e percorsi laboratoriali per famiglie, giovani e scuole, sottolineando l'impegno del Comune di Soliera nella valorizzazione del patrimonio culturale. «A cento anni dalla nascita di Arnaldo Pomodoro, Soliera non poteva mancare», ha dichiarato la Sindaca Caterina Bagni, evidenziando la collaborazione di lunga data con la Fondazione Pomodoro. Carlotta Montebello, Direttore Generale della Fondazione Arnaldo Pomodoro, ha espresso soddisfazione per la continuità della collaborazione con Soliera, mentre i curatori Tinterri e Sgaravatto hanno sottolineato l'importanza della fotografia nel raccontare la complessità dell'opera di Pomodoro. La mostra si configura come un'opportunità di dialogo tra scultura e fotografia, invitando il pubblico a una riflessione profonda e articolata sull'eredità artistica di Pomodoro.