Successo di pubblico per la presentazione del romanzo ''La macchina del possibile'' di Fernando Lugli ambientato nella Carpi del XV secolo

Pagine popolate di personaggi e storie ispirate al Catasto del 1472, il ritratto di una città fervida, ottimista sul proprio futuro e aperta al contributo degli stranieri

Un bel pomeriggio e un bel salto nel passato, quello di ieri alla Sala Loria, dove un pubblico numeroso è stato attratto dalla presentazione del libro di Fernando Lugli “La macchina del possibile. Carpi, anno domini 1472” (Pendragon 2026), proposta nell'ambito della rassegna “Il gusto delle storie” promossa dalla Biblioteca comunale. In forma narrativa, l'ingegnere e pianificatore urbanistico carpigiano ha per coasì dire animato il Catasto urbano della città del 1472 che studia da cinquant'anni, avendone fatto lo strumento per una ricostruzione perfetta della città della seconda metà del XV secolo. L'autore ha popolato così le pagine di personaggi, con tanto di nome e cognome, che si possono ricavare dal Catasto, insieme alle misure precise  di strade, case e palazzi che condizioneranno la crescita successiva della città e dei quali si ritrovano tuttora le tracce perché, come dice uno dei protagonisti del romanzo, mattoni e pietre si sfarinano con il tempo, ma le misure no. segue

La macchina del titolo è in primo luogo questa coralità della Carpi dell'epoca, un formicolìo di attività delle quali il bel filmato che ha accompagnato la presentazione, realizzato con l'intelligenza artificiale  (“Guidata, non passiva” ha precisato Lugli) ha fornito un'idea precisa, mostrando operai al lavoro sulle impalcature edilizie, artigiani nelle loro botteghe affacciate su strade affollate da un andirivieni di persone indaffarate e accanto alle quali spesso scorrevano canali e corsi d'acqua. Proprio dall'acqua, che serviva per trasportare le merci, ma anche per lavare nottetempo le strade ma che rappresentava con il suo fluire anche la prima fonte energetica, nascerà la vera e propria macchina che segnerà nei secoli la storia di Carpi. segue

L'autore la descrive come il frutto di inventiva e ingegno, casualità e talento: un prodotto al quale concorre fortemente lo spirito di una città coesa, determinata a uscire da un'economia esclusivamente rurale e per questo curiosa delle esperienze fatte altrove e aperta al contributo di tanti “stranieri” immigrati, calamitati a Carpi dal fervore soprattutto edilizio. Per questo, alla fine di un romanzo godibile, intriso di curiosità e conoscenze tecniche, la "macchina del possibile” sono in realtà due: lo strumento vero e proprio frutto di una tecnologia costruita poco a poco; e la Carpi fervida e attiva di un tempo in cui, nonostante povertà di risorse, guerre ed epidemia di peste, si guardava e si lavorava per il futuro con volontà e ottimismo, fatica e speranza, studio e passione. Il messaggio del libro di Fernando Lugli in fondo, letto con un occhio rivolto anche alla Carpi di oggi, è proprio questo. Vale la pena leggerlo e non sarebbe male adottarlo come libro di testo per le scuole.  (nella foto, Fernando Lugli, a sinistra, intervistato dal Direttore di Voce, Florio Magnanini)