Un successo a Teatro i ''Novant'anni con il giorno più bello''

Quello che in gergo si definisce normalmente "un bel teatro”, nel senso di affollato in tutti i posti utilizzabili ha fatto da cornice, ieri sera, a "Novant'anni con il giorno più bello”. Era lo spettacolo promosso dagli Amici del Fegato aps per donare un'apparecchiatura al reparto di Gastroenterologia del Ramazzini e che ha visto sfilare un centinaio di abiti da sposa dal 1930 a oggi, prestati da chi li aveva effettivamente indossati prima di riporli. Spettacolo riuscito, va detto, per la felice alternanza di moda, musica, danza e recitativi e a giudicare dalla perfetta regia che l'ha sincronizzata con precisione cronometrica; dagli applausi che ne hanno sottolineato a più riprese i passaggi fino all'apoteosi finale; dai commenti entusiastici del pubblico, a netta prevalenza femminile, che si è a lungo intrattenuto, all'uscita, sul pronao del Comunale. (segue)

Aperto dal cantautore Gabriele Zambelli, unico uomo in scena per tutta la durata della rappresentazione, accompagnato dai volteggi di una ispirata Beatrice Guastalla, lo spettacolo è stato scandito dalle evoluzioni danzanti anche di due allieve del Surya, Alessia Mancin e Francesca Bacchelli, e dalle introduzioni storiche e di costume ai vari decenni lette da Sara Gozzi, che avrebbe poi recitato, sola sul palcoscenico, un portentoso monologo sulla vita a due tratto da Natalia Ginzburg. Accompagnati da una suggestiva e indovinata colonna sonora anch'essa riflettente le varie epoche, sono stati naturalmente gli abiti del giorno più bello a costituire il filo narrativo della serata, interpretati dalle venticinque ragazze rivelatesi all'altezza di una prova molto impegnativa e che per un anno si sono esercitate allo scopo di restituire vita e forza narrativa a capi nei quali si racchiudevano le tendenze moda delle rispettive epoche, oltre alle aspettative e ai sogni di chi li ha indossati. Fino ad arrivare ai nostri giorni e alle creazioni dell'immediato futuro provenienti dalla collezione 2022 Letizia Spose di Letizia Finelli da Medolla.

Il colpo d'occhio finale, con tutte e venticinque le modelle disposte a semicerchio in un trionfo di bianco, ha fatto da sfondo ai titoli di coda, ai ringraziamenti e agli applausi che hanno salutato Enrica Devoto, la regista che ha saputo con maestria far funzionare una macchina piuttosto complessa data la varietà delle sue componenti. In apertura, prima che si sollevasse il sipario, la presentatrice della serata, Rossana Caprari, ha intervistato il presidente degli Amici del Fegato, Adamo Neri, che ha voluto porre l'accento sulla forza dell'associazionismo, dando modo al successivo intervento del sindaco Alberto Bellelli (fra gli abiti in scena c'era anche quello indossato dalla moglie, il giorno del matrimonio) di sottolineare il ruolo aggregante che svolge il volontariato per la comunità cittadina e di rivolgere un ringraziamento al personale medico e paramedico del Ramazzini ormai da due in prima linea. Dal canto suo, Mauro Manno, primario di Gastroenterologia, ha presentato il suo giovane staff di collaboratori prima di illustrare le caratteristiche dell'Enteroscopio Spirale Motorizzato che l'incasso della serata contribuirà in parte ad acquistare. Platea e palchi affollati, si diceva, con, in prima fila la direttrice del Distretto sanitario, Stefania Ascari, e due testimoni d'eccezione della moda di Carpi, come Anna Molinari e Anna Rachele Benetti. E a proposito di moda, il bisbigliare discreto delle signore che assistevano era punteggiato da osservazioni precise e puntuali su corpetti, gonne, nastri, ricami, intarsi dei modelli che sfilavano: a riprova che nello spettacolo si rifletteva anche un po' della cultura sartoriale e delle biografie professionali di buona parte del pubblico. (nelle foto di Maurizio Gelmini, tre momenti del gran finale e il personale di Gastroenterologia del Ramazzini con, al fianco della conduttrice Rossana Caprari, Adamo Neri e Mauro Manno)