Eugenio Palumbo, carpigiano classe 2001, è affermato interprete a livello internazionale di uno strumento tipicamente italiano: il mandolino. Formatosi dapprima con il padre Roberto, quindi con Dorina Frati al Conservatorio di Brescia e con Vincent Beer-Demander al Conservatoire Royal de Liège, Eugenio Palumbo appartiene a una generazione di mandolinisti per la quale il recupero del repertorio storico procede parallelamente al confronto con la musica contemporanea. Per la Da Vinci Classic ha in questi giorni pubblicato il suo "10 preludes for solo mandolin" che raccoglie per la prima volta la migliore produzione del genere del napoletano Raffaele Calace, maestro induscusso del mandolinismo italiano, compositore e interprete, autore del monumentale "Metodo per mandolino", articolato in ben sei volumi e pubblicato nel 1910. Il Cd (disponibile anche il vinile), assume un significato che oltrepassa quello della semplice raccolta di pezzi virtuosistici in quanto realizzato accedendo all'archivio storico del musicista, scomparso nel 1934.
"Palumbo - dice di questa incisione, Andrea Bedetti, critico musicale della rivista online "Musicvoice" - appartiene infatti a una generazione di mandolinisti per la quale il recupero del repertorio storico procede parallelamente al confronto con la musica contemporanea. Non per nulla, questo disco è nato da un lavoro sulle fonti condotto nell’archivio della famiglia Calace e viene presentato come la prima registrazione integrale dei Preludi realizzata da un interprete appartenente alla scuola mandolinistica italiana". Sempre la critica musicale assegna a "10 preludes for solo mandolin" un voto di gradimento decisamente lusinghiero: 4,5 su un massimo di 5 per la parte artistica e 4 su 5 per quella tecnica. Eugenio Palumbo, quando non si esibisce come solista, è parte integrante dell'Ensemble Mandolinistico Estense di Modena.
(Nelle foto: Eugenio Palumbo e la cover del suo "10 preludes for solo mandolin")