Tra il 2026 e il 2029, il governo danese metterà in atto un piano d’azione nazionale per ridurre la produzione e il consumo di prodotti tessili, preparando l'industria locale alle future normative europee e strutturando un'infrastruttura di riparazione e riciclo su scala nazionale. Il progetto è guidato da un consorzio formato da Dansk Mode & Textil, Lifestyle and Design Cluster e Trace, coinvolgendo marchi, fornitori ed enti pubblici.
Il piano si sviluppa attraverso nove iniziative suddivise in tre assi principali:
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Transizione circolare delle imprese: Supporto alle aziende nell'adeguamento alle norme UE, potenziamento della collaborazione nel settore e creazione di infrastrutture di riparazione per consentire ai marchi di prolungare la vita dei prodotti.
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Soluzioni sistemiche e infrastrutturali: Avvio di un forum di dialogo sulla responsabilità estesa del produttore e analisi degli investimenti necessari per il triaggio dei rifiuti tessili. Verranno inoltre introdotti standard ecologici per gli appalti pubblici, sfruttando l'enorme potere d'acquisto dello Stato (circa 450 miliardi di corone all'anno) per tessili professionali e uniformi.
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Formazione e competenze: Promozione di campagne informative, sostegno alle reti civiche locali e integrazione dell'ecoprogettazione nei percorsi formativi dei futuri professionisti del settore.
L'obiettivo a lungo termine guarda al 2030, con la volontà di trasformare la filiera tessile danese in un modello di sostenibilità per l'intero mercato europeo.