Fibre sintetiche e naturali: alle seconde la preferenza dei consumatori

Secondo un'indagine Ipsos per conto di The Woolmark Company su un campione di 1.500 persone distribuite tra Francia, Germania, Italia, Stati Uniti e Cina,

Circa l’82 per cento dei consumatori dichiara di preferire le fibre naturali alle alternative sintetiche quali poliestere, poliammide o acrilico, a parità di prezzo, taglio e stile. L’etichetta di composizione torna così a essere un fattore chiave nella decisione d’acquisto, spingendo i marchi a riconsiderare il ruolo della materia prima nelle loro collezioni, secondo un’indagine internazionale. Quest’ultima, condotta all’inizio di settembre dall’istituto Ipsos per conto di The Woolmark Company su un campione di 1.500 persone distribuite tra Francia, Germania, Italia, Stati Uniti e Cina, evidenzia un netto cambiamento nei criteri di acquisto nel settore dell’abbigliamento. segue

 

Nel dettaglio delle preferenze, la lana merino risulta nettamente favorita rispetto ai componenti sintetici, raccogliendo il 65 per cento dei consensi contro il poliestere. Questa scelta a favore della fibra animale comporta, tra l’altro, una maggiore disponibilità a spendere, poiché il 67 per cento degli intervistati si dichiara disposto a pagare prezzi più elevati per acquistare un capo composto prevalentemente da fibre naturali. L’interesse per la lana merino emerge anche nel canale digitale, dove il volume delle ricerche su Google dedicate a questo materiale è aumentato del 100 per cento negli ultimi cinque anni. Ma questa predilezione ha un prezzo: si accompagna infatti a una maggiore attenzione alla tracciabilità e alle dichiarazioni ambientali. Il 71 per cento degli intervistati ritiene così indispensabile la presenza di una certificazione o di un controllo indipendente che garantisca qualità e composizione. In quattro dei cinque Paesi oggetto dello studio, la lana merino si colloca pertanto al primo posto per qualità superiore e posizionamento di fascia alta. «I consumatori vogliono sapere con precisione di cosa sono fatti i loro capi, cosa ciò comporta nella vita quotidiana e se possano fidarsi delle dichiarazioni dei marchi», spiega Bryan Fry, direttore generale di The Woolmark Company. «La fibra tessile e le prove tangibili delle sue prestazioni tornano finalmente al centro del dibattito». segue


 

Per accompagnare questa evoluzione dei comportamenti e sostenere la propria campagna promozionale globale “Return to Real”, Woolmark, l’ente di promozione della lana, presenta inoltre il rapporto “Natural Intelligence”, dedicato alle prestazioni funzionali della fibra rispetto alle sue concorrenti. I test sulla traspirabilità dinamica rivelano una capacità di gestione dell’umidità superiore del 96 per cento rispetto al poliestere, del 45 per cento rispetto al cotone e del 25 per cento rispetto alla viscosa. In condizioni di caldo e secco, i tessuti in lana allontanano inoltre il 25 per cento di umidità in più dalla pelle rispetto ai sintetici, consentendo di misurare una differenza di temperatura percepita che arriva fino a quattro gradi Celsius.
 I vantaggi della lana si manifestano anche nella fase di cura e manutenzione del capo. La struttura della fibra trattiene infatti un’intensità di odore corporeo inferiore del 66 per cento rispetto al poliestere e del 28 per cento rispetto al cotone, contribuendo così a diradare i cicli di lavaggio. I dati del rapporto sottolineano inoltre che i capi in lana hanno una probabilità tre volte superiore di essere donati rispetto a quelli realizzati con le altre principali fibre tessili. Infine, i test di interramento dimostrano una capacità di biodegradazione che raggiunge il 95 per cento dopo quindici settimane nel terreno per un tessuto composto al 100 per cento da lana merino.

Le fibre animali rappresentavano circa l’1 per cento dei 139 milioni di tonnellate di fibre prodotte nel 2025. Delle 1,1 milioni di tonnellate di fibre animali prodotte, in calo del 15,4 per cento su base annua, la lana di pecora rappresentava circa un milione di tonnellate, secondo i dati di Textile Exchange.