Sogari alla Cornell University (Usa) per studiare i consumi alimentari

Sogari alla Cornell University (Usa) per studiare i consumi alimentari

Su un migliaio di candidati che ne avevano fatto richiesta alla Commissione europea presentando progetti per essere ammessi a una borsa di studio del programma Horizon 20.20 di fondi europei per la ricerca, da Bruxelles ne hanno selezionati cento, dei quali dieci Italiani. Fra quei dieci c’è Giovanni Sogari, 32 anni, carpigiano, laurea in Scienze gastronomiche completata da un Dottorato di ricerca per il Sistema agroalimentare all’Università del Sacro Cuore di Piacenza e assegnista di ricerca all’Università di Parma. Sabato scorso, dunque, Sogari ha potuto imbarcarsi su un volo per Ithaca, centro di 30 mila abitanti, capoluogo della contea di Topkins nello Stato di New York, città da cui dista 400 chilometri. A Ithaca – dove si passa dai più 30 gradi dell’estate ai meno 30 dell’inverno – sorge la Cornell University, uno dei più rinomati atenei privati degli Stati Uniti, partner della State University di New York. E proprio intorno alla Cornell è cresciuta la cittadina, prendendo per questo il nome dell’isola greca, a connotare la locale università e l’annesso college come un ideale punto di approdo per migliaia di studenti di tutto il mondo, come per dieci anni fu Ithaca nei pensieri di Ulisse. 

Moderno Ulisse, dunque, il giovane ricercatore carpigiano diventerà per due anni – un terzo lo trascorrerà in Italia – visiting fellow (ricercatore a progetto) distaccato dall’Università di Parma presso l’ateneo statunitense, nell’ambito del progetto europeo “Marie Curie” denominato Consume Health: «Sarò aggregato a un Food and Brand Lab, un laboratorio in cui si studiano le scelte alimentari dei consumatori, con l’obiettivo di portarli a stili di vita sani e salutistici – ci ha spiegato alla vigilia della partenza –. In questi anni, i termini “sano”, “organico”, “a basso contenuto o privo di grassi”, “sostenibile”, eccetera sono diventati perfino abusati in riferimento ai cibi. Ma che cosa ne sappiamo realmente? A che cosa guardano i consumatori quando scelgono un prodotto alimentare? E che cosa sarebbe meglio per la loro salute? Non esiste una risposta univoca – sottolinea –: la scelta dei cibi è il risultato di fattori psicologici e sociali e di una quantità di informazioni, spesso contraddittore e frammentarie. Senza contare l’influenza di sottili tecniche di marketing che finiscono per contare più delle informazioni contenute nelle etichette. Ecco perché c’è un interesse crescente verso la possibilità di cambiare attitudini e comportamenti verso il cibo, modificando l’architettura delle scelte. Ed è comprensibile che a questo tema siano molto sensibili negli Usa, dove l’obesità e il sovrappeso sono un problema. Il mio obiettivo di ricerca – conclude – sarà trasferire qui da noi le loro esperienze in questo ambito». Per Sogari, che è stato anche collaboratore di Voce con la rubrica “Dispensa alimentare”, il soggiorno negli States, che viene dopo conferenze e brevi soggiorni di studio in Irlanda, Regno Unito e Francia, rappresenta il terzo capitolo della sua intensa vita di ricercatore, essendosi dedicato prima al problema della sostenibilità nel settore vitivinicolo e poi all’entomofagia con il libro “A tavola con gli insetti” (2014): un ambito che fa arricciare il naso a molti, ma che per il potere proteico degli insetti sta diventando sempre più interessante nel settore dei mangimi e per l’alimentazione umana. 

Questa terza avventura, invece, lo coinvolge sia come esperto di alimentazione, ma anche sotto il profilo della comunicazione: «Per questo mi ha subito attirato l’idea di andare negli Usa dove sono maestri della comunicazione – commenta –. La vita da ricercatore va bene, ma poi occorre saper trasmettere e divulgare i risultati del proprio lavoro al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori, specialmente in un ambito come quello dell’alimentazione. Mi familiarizzerò con i media e con i social, in particolare. E intanto, nel mio piccolo, ho predisposto un blog, giovannisogari.com, dove metterò un po’ tutto quello che mi capiterà di fare negli States: studi, interviste, partecipazione a convegni». In attesa di diventare l’Alberto Angela dell’educazione alimentare? «Perché no?», sorride Giovanni Sogari, volato a Ithaca.

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