Per superare la carenza di personale medico nei punti nevralgici dell'emergenza

Accordo sulla Sanità regionale: via libera a professionisti esterni al Pronto Soccorso

Accordo concluso tra Regione Emilia Romagna e sindacati dei medici (FIMMG, SNAMI e Federazione CISL Medici) per l'introduzione nei Pronto Soccorso della rete ospedaliera regionale dei cosiddetti MET (Medici Emrgenza Territoriale), équipe di medici specializzati provenienti dalla Sanità privata che opererano - in convenzione con le Ausl - a stretto contatto con il 118 e il Pronto Soccorso. "L’intesa - rende noto la Regione - prevede incentivi economici per i medici disponibili a operare nell’ambito dei servizi di emergenza sanitaria territoriale, contribuendo quindi a trovare una risposta alla carenza di personale, nonché a coloro che accetteranno di farsi carico di compiti aggiuntivi. L’orario previsto è di 38 ore settimanali, ma è possibile prevedere anche incarichi di 12, 18 o 24 ore a settimana. I MET potranno decidere di operare all’interno dei servizi di pronto soccorso e nei punti di primo Intervento, dando una disponibilità oraria che non potrà essere inferiore al 30% dell’orario convenzionale settimanale e non superiore al 50% e ricevendo un adeguato periodo di formazione specifica. Formazione prevista altresì per tutti i medici convenzionati di nuovo inserimento".

L'accordo cerca di sanare l'endemica carenza di medici nei Pronto Soccorso ma rischia di creare una frattura tra il personale assunto dalle Ausl e quello inviato a supporto, anche se - per il personale interno - è previsto l’impegno da parte delle Ausl di rivedere, attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali aziendali, il sistema degli incentivi economici e valorizzazione delle carriere per rendere più attrattivi gli incarichi di responsabilità all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e contrastare la fuga di medici e infermieri dai posti di lavoro più disagiati.. La Regione ha anche deciso un'altra serie di provvedimenti-tampone per far fronte alla situazione dei Pronto Soccorso, all'allungarsi delle liste d'attesa per accedere a visite specialistiche ed esami con il Servizio Sanitario pubblico e per dare una risposta anche alla carenza di medici di Medicina di base a seguito del pensionamento di molti professionisti: per il Pronto Soccorso potranno essere assunti anche gli specializzandi degli ultini due anni di corso universitario, per le liste d'attesa sono stati stanziati ulteriori 7,9 milioni di euro rinnovando le convenzioni con la Sanità privata per l'effettuazione di visite specialistiche ed esami; i medici di Medicina di base potranno poi ottenere un aumento nel massimale dei pazienti in carico.