L'Ausl ha fornito i dati dei Centri antifumo operanti a Modena e provincia

Oggi è il 'No Tobacco Day': stabile il numero dei fumatori, in aumento i casi di chi vuol smettere

"In provincia di Modena il 25 per cento dei 18-69enni fuma sigarette, pari a circa 116mila persone, una percentuale in linea con il biennio precedente e con la tendenza regionale (24%) e nazionale". Lo afferma l'Ausl di Modena che oggi ricorda il "No Tobacco Day", la giornata contro l'uso della sigaretta e dei suoi succedanei, comprese le sigarette elettroniche. "Come già evidenziato lo scorso anno - sostiene l'Ausl -, negli ultimi dieci anni è cresciuto in maniera esponenziale, tanto a livello locale quanto a livello nazionale, il consumo di dispositivi contenenti tabacco o nicotina (sigarette a tabacco riscaldato o sigarette tradizionali). In provincia di Modena, secondo le indagine svolte, i consumatori di dispositivi tra i 18-69enni sono passati dallo 0,9% del 2014 all’11,2% del 2023. Nel dettaglio, rispetto al totale fumatori nel biennio 2022-2023, il 19 per cento fuma solo sigarette tradizionali e il 6 per cento fuma sigarette tradizionali assieme ad altri dispositivi. A questi si aggiunge un 6% di persone che fumano esclusivamente sigarette a tabacco riscaldato o sigarette elettroniche. L’uso di sigarette tradizionali assieme a sigarette a tabacco riscaldato o sigarette elettroniche è nettamente maggiore tra i 18-34enni mentre i fumatori da 35 a 70 anni si orientano maggiormente su sigarette tradizionali".

La Giornata mondiale senza tabacco che ricorre oggi, vuole sottolineare l’importanza della prevenzione che viene messa in campo dai professionisti sanitari dell'Ausl attraverso azioni di sensibilizzazione nelle scuole di tutta la provincia e iniziative di promozione della salute rivolte a tutte le fasce di età, dai bambini agi anziani. Se da un lato la percentuale complessiva dei fumatori è stabile, sono invece in aumento le persone che si rivolgono ai Centri dell’Ausl per smettere di fumare. Rispetto alla media di circa 200 persone che ogni anno si rivolgono ai Centri diffusi in tutto il territorio della provincia (Mirandola, Carpi, Modena, Castelfranco Emilia e Vignola), nel 2023 i partecipanti ai programmi sanitari di disintossicazione sono stati circa 300. I programmi consistono principalmente in corsi intensivi per smettere di fumare, condotti da medici, infermieri ed educatori professionali, assistenti sanitari, psicologi.

“Dopo la pandemia di Covid-19 i corsi sono ripresi a pieno regime e stiamo riscontrando un aumento delle richieste a partecipare, abbiamo le liste d’attesa – spiega il dottor Massimo Bigarelli,  responsabile del programma antifumo dell’Ausl di Modena – tra le richieste stiamo notiamo un aumento di persone con età più giovane, anche 25enni, mentre la prevalenza resta la fascia di età 30-50 anni. Notiamo inoltre che diverse persone consumano sia sigarette tradizionali sia sigarette elettroniche, pensando che possano aiutare a smettere di fumare”.  “A livello regionale l’abitudine al fumo è aumentata nel corso del 2020 interrompendo così la tendenza alla riduzione in atto da molti anni – sottolinea a sua volta Giuliano Carrozzi, Direttore del Servizio epidemiologia e riduzione del rischio – dopo la pandemia la percentuale di fumatori ha ripreso a scendere anche se il consumo continua ad essere più alto tra le persone con bassa istruzione e quelle con difficoltà economiche, un effetto negativo della pandemia da Covid-19”.

(Nella foto: da sinistra, Bigarelli e Carrozzi)