Uno studio della Medicina di Laboratorio di Modena certifica l'importanza della tecnologia POCT (point-of-care testing: insieme dei test diagnostici eseguiti direttamente vicino al paziente senza dover inviare il campione a un laboratorio centrale, ndr): un'ora e 20 minuti in meno per le decisioni cliniche e permanenza in Pronto Soccorso ridotta di mezz'ora. La revisione sistematica, pubblicata su Clinical Chemistry and Laboratory Medicine con prima autrice la dottoressa Valentina Pecoraro, ha analizzato 55 studi per quasi 142 mila pazienti. Con i test eseguiti vicino al paziente si riduce in media di 82 minuti il tempo necessario per arrivare alla decisione clinica e di circa 29 minuti la permanenza in Pronto Soccorso. segue
Portare alcuni esami di laboratorio direttamente vicino al paziente può consentire di ottenere più rapidamente il risultato e, soprattutto, di anticipare la decisione clinica e ridurre i tempi di permanenza in Pronto Soccorso. È quanto emerge da una revisione sistematica realizzata dalla Medicina di Laboratorio dell'Azienda USL di Modena, diretta da Tommaso Fasano, e pubblicata sulla rivista internazionale Clinical Chemistry and Laboratory Medicine. Il lavoro, dal titolo Impact of point of care testing in time to treatment decision-making in emergency departments: a systematic review, con prima autrice la dott.ssa Valentina Pecoraro della Medicina di Laboratorio di Modena, ha analizzato la letteratura disponibile sull'impiego del Point-of-Care Testing (POCT) nei Dipartimenti di Emergenza-Urgenza. segue
La rete POCT dell'AUSL di Modena è già da alcuni anni parte della rete diagnostica dell'Azienda USL di Modena. I sistemi POCT sono presenti in diversi contesti assistenziali del territorio provinciale e rappresentano un'estensione della rete del Laboratorio, consentendo di portare alcune prestazioni diagnostiche direttamente nei luoghi in cui vengono assistiti i pazienti. Nel solo 2025, in provincia di Modena, sono state eseguite circa 730 mila prestazioni con tecnologia POCT, un dato che restituisce la dimensione raggiunta da questa modalità diagnostica nella rete assistenziale provinciale. Si tratta di una tecnologia in continua evoluzione, anche per quanto riguarda gli ambiti di applicazione.
In foto: Pecoraro e Fasano