Telemedicina per i diabetici: il progetto di Ausl Modena finalista al premio ''Innovazione digitale'' del Politecnico di Milano

C’è anche l’Azienda USL di Modena tra i nove finalisti del Premio “Innovazione Digitale in Sanità” del Politecnico di Milano, con il progetto di telemedicina applicata ai percorsi di presa in carico dei pazienti con diabete. “Un importante riconoscimento – spiega una nota dell'Azienda – per il lavoro svolto dal gruppo provinciale e interaziendale sulla telemedicina, che da circa due anni sta facendo dialogare tecnologia e professionisti di diversi ambiti, dagli specialisti ai Medici di medicina generale, passando per l’infermieristica di comunità, per migliorare la presa in carico dei pazienti e l’aderenza ai percorsi di assistenza e cura. Il ricorso alla telemedicina è uno dei pilastri a supporto della riorganizzazione dell’assistenza territoriale, a favore della interconnessione tra ospedale e territorio”. segue

Fra i primi interventi in questa direzione, nel 2023, proprio quello in ambito diabetologico, con l’introduzione nel Percorso diagnostico terapeutico assistenziale dei servizi di televisita, teleconsulto e teleassistenza per la presa in carico del follow-up dei pazienti con diabete di tipo 1 e di tipo 2 in differenti contesti assistenziali. A oggi sono state erogate 110 televisite e oltre 120 teleconsulti, grazie all’adesione al progetto dello Specialista On Call, un canale diretto tra specialisti e medici di famiglia. Poi, nel gennaio 2024, l’approdo della telerefertazione, ovvero la refertazione a distanza, da parte dello specialista, degli elettrocardiogrammi e delle retinografie eseguite dalle Infermiere di Comunità, un servizio rivolto ai pazienti con diabete mellito di tipo 2 in carico ai Servizi Diabetologici e al Medico di Medicina Generale. 

Il progetto di telemedicina applicata alla diabetologia prosegue con l’obiettivo di contribuire alla riduzione delle liste d’attesa e al miglioramento dell’assistenza degli oltre 44mila cittadini modenesi affetti da questa patologia cronica. Fondamentale in questo percorso il contributo dei cittadini e dell’associazionismo, coinvolti in un progetto, presentato al Forum Risk Management del novembre scorso, di revisione del materiale informativo sulla televisita secondo i criteri della health literacy. Tra le azioni per ridurre il rischio di comunicazione inefficace, con conseguente possibile mancata adesione da parte del paziente alla modalità proposta, è stata proposta una revisione partecipata con un gruppo di cittadini su un testo informativo scritto dai professionisti riguardo le principali informazioni sulla televisita, testo che sarebbe diventato uno strumento informativo da consegnare al paziente candidabile alla nuova modalità. All'attività di revisione partecipata, ha partecipato un gruppo di 20 persone variegato per caratteristiche socio-demografiche. Il lavoro di analisi sul testo, finalizzato a verificarne la chiarezza, l'esaustività e la comprensibilità, ha consentito di individuare punti di difficile comprensione che sono stati semplificati, integrando con il punto di vista dei fruitori finali il materiale informativo predisposto dai professionisti, aumentando la probabilità che risulti effettivamente comprensibile per chi non ha competenze specifiche sul tema e favorendo, di conseguenza, un’adesione informata e consapevole alla modalità della televisita. “Aver avuto la possibilità di presentare il nostro progetto al Politecnico è stata una grande opportunità di confronto con le altre realtà italiane e la dimostrazione che siamo sulla strada giusta – sottolinea la dottoressa Federica Casoni, coordinatrice del gruppo di lavoro sulla telemedicina –. Lavorando nel solco delle linee guida nazionali e regionali, attraverso la collaborazione e l’integrazione di professionisti sanitari e tecnici proseguiremo con lo sviluppo progressivo della telemedicina in diversi ambiti, non solo in quello diabetologico, per migliorare i percorsi a disposizione dei cittadini”.