Lo scopo del progetto che il Boxer Club d'Italia ha organizzato, per il secondo anno consecutivo, all'Iis Meucci di Carpi era molto ambizioso: utilizzare il Boxer per insegnare ai giovani a comprendere il cane, imparando a leggerne il linguaggio, a rispettarne i tempi e a costruire una relazione fondata sulla fiducia. Per otto incontri teoria e pratica si sono alternate senza soluzione di continuità. Ogni giornata iniziava con una semplice domanda scritta su una lavagnetta: «Come fa un cane a capire ciò che vogliamo? Perché il cane gioca? Perché morde? Cosa rende un Boxer... un Boxer?» Le risposte arrivavano direttamente dagli studenti. Benito e Silvia, i due esperti del Boxer Club, hanno condotto le lezioni privilegiando un approccio interattivo, nel quale ogni risposta diventava lo spunto per approfondire argomenti complessi, trasformando la curiosità in conoscenza. I protagonisti assoluti sono stati Karma, Lita, Nacho e Fra Tuck, quattro Boxer molto diversi tra loro ma accomunati da equilibrio, disponibilità e una straordinaria capacità di adattarsi ai ragazzi. Ogni spiegazione teorica trovava immediatamente una dimostrazione pratica: dalla comunicazione uomo-cane agli esercizi di educazione, dalla cinotecnia fino alle attività di ricerca olfattiva e alle prove di utilità e difesa. segue
Uno degli aspetti che ha suscitato maggiore interesse è stato il lavoro di utilità e difesa. Molti immaginavano che un cane addestrato al morso fosse inevitabilmente un cane più aggressivo. Al termine della lezione avevano compreso esattamente il contrario: l'addestramento non crea aggressività, ma insegna il controllo. Anche la cinotecnia è stata affrontata in modo diverso dal solito. Parlare di standard osservando un Boxer correttamente posizionato sulle pedane ha permesso ai ragazzi di comprendere come una razza non nasca dall'estetica, ma dalla funzione per la quale è stata selezionata. "Il gruppo si è dimostrato fin dal primo giorno aperto e inclusivo – racconta la professoressa tutor del progetto (nonché consigliera del Boxer Club) Annalisa Rumori – . Ogni studente ha trovato il proprio spazio, collaborando con i compagni e con i cani in un clima di rispetto reciproco, dimostrando come la cinofilia possa diventare anche uno straordinario strumento di aggregazione. L'ultima giornata è stata dedicata alle verifiche teoriche e pratiche. Più che un esame, è stato un momento di confronto. Le risposte degli studenti hanno confermato il raggiungimento degli obiettivi del corso e l'efficacia del metodo didattico adottato". segue
I risultati sono stati positivi, ma la soddisfazione più grande è arrivata subito dopo, durante il tradizionale "terzo tempo", immancabile appuntamento boxeristico che ha concluso il corso tra uno spuntino, qualche bibita, fotografie ricordo e tanti saluti, accompagnati dai primi messaggi di apprezzamento. Concludono: "Sono momenti che ricordano quanto la cinofilia possa diventare educazione, cultura e crescita personale".