Festival della Migrazione, Carpi affronta il tema del valore dell'assistenza familiare

Storie delle comunità romena, moldava e ucraina e interventi dell'Ausl

Cuore dell'incontro "Donne che curano, donne da sostenere", che si è svolto ieri a Carpi in Sala Loria nell'ambito del prefestival del Festival della Migrazione, sono stati temi quali il valore delle assistenti familiari per gli anziani e le famiglie, la salute di chi svolge questo lavoro e i legami che nascono attraverso la cura.  La serata ha riunito rappresentanti delle comunità romena, moldava e ucraina, professionisti dell'Ausl e amministratori, facendo dialogare esperienze personali e competenze. Le lavoratrici hanno raccontato l'accoglienza ricevuta nelle famiglie italiane, l'aiuto nei momenti difficili e rapporti di affetto proseguiti anche dopo la conclusione del lavoro. «Il lavoro di cura è fondamentale per tante famiglie del nostro territorio. Riconoscerne il valore significa anche ascoltare le persone che lo svolgono, comprenderne le difficoltà e promuoverne la salute e i diritti», ha scritto l'avvocato Danaida Delaj (in foto), Presidente della Consulta per l'Integrazione dei cittadini stranieri dell'Unione delle Terre d'Argine. segue

Alle sue si aggiungono le parole di Tamara Calzolari, assessora di Carpi: «Le donne che si prendono cura come assistenti familiari dei nostri concittadini anziani sono un tassello ineludibile della Rete di Cura Domiciliare. Come Comunità abbiamo il dovere di prendercene cura a nostra volta tenendo presente che spesso provengono da background migratorio che va compreso e sostenuto. Per questo insieme anche ai servizi sociali e sanitari, abbiamo intrapreso una serie di iniziative anche in collaborazione con la Consulta per l'integrazione per leggere le problematiche e dare risposte adeguate. La riflessione che abbiamo sviluppato in questa iniziativa del Festival sarà importante per stimolare ulteriori azioni». A fare un quadro del fenomeno e a illustrarne la portata sono i dati presentati da Samuele Davide Molli, sociologo dell'Università degli Studi di Milano: in Italia i lavoratori domestici regolarmente registrati sono circa 800 mila, comprendendo colf e assistenti familiari. Le donne rappresentano circa il 90 percento, le persone con cittadinanza straniera il 70 percento. Il 35 percento del totale proviene dall'Europa orientale, con Romania e Ucraina tra i principali paesi di origine. Considerando anche il lavoro irregolare, la stima complessiva indicata è di circa 1,6 milioni di persone nel settore domestico. segue

Ogig, venerdì 6 novembre, alle 21, all'Auditorium Loria il Festival continua con "La tratta che non vediamo": un incontro per portare alla luce lo sfruttamento che spesso si consuma sotto i nostri occhi, nel lavoro come nella prostituzione, e che colpisce in particolare donne e ragazze. Intervengono Mariacristina Molfetta, antropologa culturale e ricercatrice della Fondazione Migrantes; Gianfranco Della Valle, coordinatore e referente del Numero Verde nazionale Antitratta (800 290 290), il servizio del Dipartimento per le Pari opportunità che dal 2000 accoglie le richieste di aiuto delle vittime; e Irene Ciambezi, giornalista e referente per la comunicazione e i progetti europei antiviolenza e antitratta della Comunità Papa Giovanni XXIII. Modera Paolo Seghedoni, giornalista e direttore del Festival della Migrazione. Il Festival della Migrazione è giunto all'undicesima edizione e promosso da Fondazione Migrantes della Cei, Associazione Porta Aperta e Università di Modena e Reggio Emilia. È realizzato con il sostegno di Fondazione di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Modena, del Comune di Carpi e della Regione Emilia-Romagna, con la collaborazione di numerosi atenei e di comuni del territorio, con il sostegno di alcune diocesi emiliane e con BPER Banca e Generali Italia come sponsor. Il programma completo e l'agenda delle proposte del Festival sono disponibili su www.festivalmigrazione.it.