Nasce anche a Carpi il Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora

Gestito da Porta a Porta, con la collaborazione di Comune e Ausl, sarà operativo grazie a una decina di medici in pensione coordinati da Giorgio Verrini

Un ambulatorio medico per chi non ha accesso al Sistema Sanitario Nazionale. E’ il “Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora”, inaugurato questa mattina dll'associazione di volontariato Porta Aperta in via don Minzoni 1/B. L’ambulatorio, realizzato in collaborazione con Ausl e Comune di Carpi, garantisce l’assistenza medica di base a chi non è iscrivibile al servizio sanitario nazionale e che non ha un medico di famiglia (persone senza dimora, persone senza permesso di soggiorno, richiedenti asilo ecc.).

«La realizzazione del Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora anche a Carpi è stata possibile grazie alla guida e alla collaborazione di Porta Aperta Modena, la disponibilità e il sostegno di Ausl e dell'amministrazione comunale di Carpi, e grazie all'impegno e la passione dei volontari che si sono fatti coinvolgere con entusiasmo ed hanno messo a disposizione tempo e competenze - afferma Omar Sala, presidente di Porta Aperta Carpi - Un ringraziamento speciale ai medici che hanno creduto e si sono immedesimati nel progetto, facendoci dono delle loro competenze e della loro umanità: questo non sarà solo uno studio medico, ma un vero centro per la salute». segue

 

I medici volontari che hanno aderito all’iniziativa sono Giuseppe Montanari, Lina Tosatti, Federica Ferrari, Anna, Ragazzoni, Ambra Girotti, Chiara Pavesi, Elisabetta Turchi, Glauco Coccapani e Antonio Vittadini. A coordinarli ci sarà Giorgio Verrini: «C’è un rapporto di amicizia con tutti loro, che ringrazio così come le persone della segreteria che si occuperanno di prima accoglienza, controllo dei documenti e indicazioni per la burocrazia sanitaria e assistenziale – spiega Verrini –. Siamo e sono andati a scuola a Modena all'ambulatorio del dottor Venturelli. Partiremo mercoledì mattina, poi faremo uno o due giorni di apertura alla settimana. Siamo armati fino ai denti, ma solo di buona volontà», sorride il coordinatore medico del centro. 

«Ringraziamo anche Laboratorio Test di Modena per la donazione di un ecografo che abbiamo destinato a questo nuovo ambulatorio - dice Alberto Caldana, presidente Porta Aperta Modena - Con l'apertura anche a Carpi e le esperienze a Vignola, Formigine e Sassuolo su cui stiamo lavorando, il Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora sta diventando un presidio sanitario e sociale sempre più significativo per il territorio, dove accanto alla cura c'è l'ascolto e la presa in carico di ogni singola persona».

A fianco delle associazione di volontariato, ci sono anche Comune e Ausl: «Siamo molto soddisfatti che un progetto che avevamo in animo da molto tempo trovi finalmente realizzazione - dichiara Tamara Calzolari, assessora Comune di Carpi con delega ai Servizi Socio Sanitari - L'Amministrazione lo sostiene perché rafforza la risposta sanitaria per persone in situazione di difficoltà sia italiane che straniere che sono presenti sul nostro territorio, che non possono usufruire pienamente del servizio sanitario nazionale. Spesso questi profili trovano ora solo nel pronto soccorso l'opportunità di ricevere cure, quindi stimiamo che ci possa essere un effetto positivo sia nei minori accessi a questa struttura che in cure più appropriate e precoci che possano evitare di trasformarsi in patologie più gravi ed invalidanti. Sarà, inoltre, un servizio in sinergia con il progetto "Farmaco eco-solidale" di raccolta e distribuzione del farmaco ancora utilizzabile che in questi anni abbiamo fatto partire nel nostro territorio». segue

Presente per l’Ausl la direttrice del Distretto Sanitario di Carpi Stefania Ascari: «Siamo molto contenti dell'apertura di questo ambulatorio a Carpi, un presidio di prossimità che mira a garantire assistenza sanitaria alle categorie fragili, affinché nel percorso di cura non venga lasciato indietro nessuno - sottolinea Ascari - Il progetto nasce grazie a un'importante sinergia sul territorio, con la collaborazione tra Azienda USL, medici volontari del Distretto di Carpi, Porta Aperta Modena e la rete dei servizi sociosanitari: ancora una volta la dimostrazione che l'unione fa la forza e che questa comunità ha a cuore l'accoglienza e la sensibilità verso le fragilità. Colgo l'occasione per ringraziare in particolare e ancora una volta i medici volontari, risorse preziosissime che già durante l'emergenza Covid hanno fornito un supporto fondamentale alla rete sanitaria mettendosi a disposizione con grande spirito di collaborazione».

All’inaugurazione non ha voluto mancare anche il vicario della Diocesi monsignor Ermenegildo Manicardi, che ha impartito la sua benedizione: «Sei anni fa, quando tornai a Carpi da Roma, due medici vennero a cercarmi per aprire questo ambulatorio che oggi finalmente nasce – dice don Manicardi –. Presto ci sarà un'unica diocesi, quindi un’unica Caritas, forse un'unica Porta Aperta. In questa impresa c'è già un seme di unità».