Tredici città, sei regioni, undici giorni di appuntamenti. L’undicesima edizione del Festival della Migrazione, in programma dal 5 al 15 novembre 2026, si conferma un laboratorio nazionale di riflessione sulle migrazioni. Al centro ci sono le donne migranti: il titolo scelto, «Donne migranti. Vite in movimento tra diritti, cittadinanza, lavoro e culture», mette in primo piano le storie e i diritti di chi arriva, lavora, cura e costruisce comunità nel nostro Paese.
Questa edizione prevede un Pre-Festival a Carpi mercoledì 4 novembre alle ore 18 alla Sala Loria di Carpi, sul tema "“Donne che curano, donne da sostenere”, che prende le mosse da alcuni dati diffusi dalla Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana, fra i promotori della rassegna. A Carpi, spiega una nota dell'organizzazione, "...un residente su quattro ha più di 65 anni: secondo i dati comunali, alla fine del 2025 erano 17mila 890. Nella provincia di Modena, inoltre, i dati Inps relativi al 2024, elaborati dall'Osservatorio Domina, registrano 7mila 805 persone impiegate come badanti. Numeri che raccontano quanto il lavoro di assistenza familiare sia importante per il nostro territorio e pongono una domanda: chi si prende cura delle persone che ogni giorno si prendono cura degli altri?“. Sono previsti interventi di Danaida Delaj, avvocato e presidente della Consulta per l’Integrazione dei cittadini stranieri dell’Unione delle Terre d’Argine, Samuele Davide Molli, Marta Perini, psicologa di comunità, Pasqualina Esposito, referente degli screening e di Tamara Calzolari, assessora ai Servizi sociali del Comune di Carpi. I temi trattati spazieranno dal lavoro delle assistenti familiari nel sistema del welfare italiano alla loro salute e ai carichi di lavoro. E' prevista anche una tavola rotonda dal titolo Romania, Moldavia, Ucraina: storie di donne, migrazione e cura”, con testimonianze di donne del territorio. A moderare l'incontro sarà Irene Ciambezi.
Modena e Carpi restano il cuore del Festival. L’apertura istituzionale è giovedì 5 novembre alle 20.30 al Cinema Teatro Arena di Modena, con una conferenza scenica di Lucia Goracci; la chiusura domenica 15 novembre a Carpi, con la lectio del cardinale Fabio Baggio. Importante il convegno di sabato 7 mattina a cura della Pastorale della Salute regionale, con ospiti di primario livello e la conclusione dell’arcivescovo Castellucci, e la sessione sempre sabato 7, ma al pomeriggio, a cura di Migrantes interdiocesana Modena-Carpi. In mezzo convegni, talk per le scuole, proiezioni, spettacoli teatrali e una serata di stand-up comedy, con ospiti come Marianna Aprile, mons. Pierpaolo Felicolo (Direttore generale di Fondazione Migrantes), Sonny Olumati, Nogaye Ndiaye, don Mattia Ferrari.
«Il Festival – spiega Edoardo Patriarca, presidente del coordinamento del Festival della Migrazione – è nato con il desiderio di offrire al Paese uno spazio serio, plurale e umano di riflessione sui fenomeni migratori. In questi anni abbiamo cercato di costruire un luogo di dialogo capace di tenere insieme competenza, testimonianza, cultura, responsabilità civile e attenzione alle persone. L’edizione 2026 sarà dedicata in modo particolare all’esperienza delle donne nei percorsi migratori: alle loro fatiche, ai diritti spesso negati, alle forme di resilienza, ma anche al protagonismo e alla ricchezza che tante donne portano nelle nostre comunità».
L'iniziatival, oltre che dalla Fondazione Migrantes della Cei, è promossa da Porta Aperta e realizzata con il sostegno di Fondazione di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Modena, di Carpi e della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio di numerosi comuni del territorio, il supporto di alcune diocesi emiliane e con Bper Banca e Generali Italia come sponsor (qui il programma per esteso: www.festivalmigrazione.it).