A Carpi, come nel resto d’Italia e dell’Occidente, l’invecchiamento della popolazione pesa sempre di più: gli anziani aumentano, i giovani diminuiscono, e la convivenza tra le due parti non è sempre pacifica. Da un lato, basta aprire i social per imbattersi nei commenti inaciditi di chi rimprovera ai ragazzi di non avere più voglia di fare i sacrifici di un tempo e dall’altro, ci sono le proteste della Generazione Z, che rischia di essere la prima dal dopoguerra a stare peggio dei propri genitori sul piano economico e lavorativo. Ma questa frattura si ritrova anche nella vita quotidiana di Carpi? Per capirlo abbiamo fatto le stesse domande su luoghi, abitudini e stili di vita a quattro carpigiani di età diverse: Francesco (20 anni), Giada (24), Ivano (78) e Walter (86). I quattro sono stati intervistati separatamente, senza conoscere le risposte degli altri. Hanno chiesto di restare anonimi, per cui i nomi sono di fantasia.
Qual è il tuo posto preferito a Carpi, e perché?
Francesco (20): «Il centro, piazza Martiri o la piazzetta: si può bere qualcosa in tranquillità con gli amici e c’è quasi sempre gente».
Giada (24): «L’inizio di corso Roma, dove un tempo c’era la “rotonda di San Francesco”. Probabilmente lo associo alle medie, quando la rotondina era il nostro punto di ritrovo. In più è vicino alla palestra che frequento, dove mi trovo molto bene. Quel posto mi mette allegria e serenità».
Ivano (78): «Carpi è tutta bella: quando la si vive con rispetto, questa città è una meraviglia. Ma se proprio dovessi scegliere, direi il Circolo Guerzoni».
Walter (86): «Il bocciodromo, che ho fondato io. Purtroppo, tra una gestione discutibile da parte del Comune e l’età sempre più alta di chi lo frequenta, sta morendo. Sapete, i giovani non stanno con gli anziani: vanno per conto loro. Oggi i miei posti preferiti sono i circoli, dove posso stare in compagnia degli amici».
Una cosa di Carpi che vorresti non cambiasse mai, e una che cambieresti domani.
Francesco (20): «Non cambierei mai i tanti parchi e campetti dove sono cresciuto e dove vado ancora a giocare con i miei amici. Cambierei invece la viabilità: per chi abita fuori dal centro, come me, arrivare in centro storico è diventato davvero difficile, perché le strade sono trafficatissime»
Giada (24): «Mi piace molto il verde: ci sono tante strade alberate e tanti parchi, ed è davvero bello. Anche la nostra piazza è bellissima, ma a volte mi sembra sfruttata poco: servirebbero più eventi per farla vivere. Via Ugo da Carpi, invece, andrebbe sistemata: abito lì vicino e in certi momenti della giornata passarci fa davvero paura».
Ivano (78): «Cambierei la viabilità, perché le strade sono strette e le auto troppe. Il resto lo lascerei così: Carpi è una città molto vivibile».
Walter (86): «Quello che amo di più di questa città è il suo legame con il volontariato. Ci sono tantissime associazioni che offrono servizi importanti: al Circolo Guerzoni, per esempio, si organizzano attività per ragazzi con disabilità, tutte gestite dal popolino, non dalla politica. A volte ho l’impressione che la politica carpigiana non sia all’altezza del lavoro dei volontari, ma su cosa cambierei preferisco non esprimermi: credo che tutti pensino di fare le cose per il verso giusto, anche se poi non sempre ci riescono. Non mi sento di giudicare». segue