La campagna abbonamenti “non si comanda al cuore” per assistere a tutte le gare casalinghe dell’Athletic Carpi si è chiusa con 190 tessere stagionali vendute. Un numero che non ha certo entusiasmato il patron biancorosso Claudio Lazzaretti. Pur amatissimo dalla piazza, il nuovo presidente si è trovato a fare i conti con un problema che da sempre attanaglia chi siede sullo scranno presidenziale di via Marx: lo scarso numero di fedelissimi. In passato, gli oggettivamente scarsi numeri raggiunti in epoca Bonacini sono sempre stati giustificati dallo scarso feeling tra l’ex patron e la piazza (per altro ribadito dallo stesso in una recente ospitata televisiva). Un errore, quello di scaricare colpe e parole di scarso apprezzamento, che Lazzaretti non ha compiuto. Ma sicuramente non sarà così soddisfatto delle 200 tessere vendute. Non lo ha mai dichiarato ufficialmente, ma sperava di attestarsi intorno alle 500.
Un fattore che sicuramente non ha aiutato - oltre indubbiamente alla categoria, la Serie D - sono i prezzi di vendita del cosiddetto settore popolare: con la curva Bertesi-Siligardi chiusa al pubblico, il prezzo “di ingresso” sono i 140 euro dei Distinti. Decisamente tanti per un settore scoperto in Serie D. Per intenderci, negli ultimi due anni di gesgione Bonacini tra Serie B e Serie C, la curva Bertesi-Siligardi fu venduta a 129 (2018-19) e 99 euro (2019-20) rispettivamente. Il prezzo risulta evidentemente una leva più forte dell’effetto simpatia, che non è bastato a mitigare la discesa in Serie D.
(prosegue sotto)
Confrontando i numeri con gli ultimi dati disponibili, è infatti evidente come rispetto al campionato di Serie C 2019-20 (quello di Riolfo per intenderci) quando gli abbonati erano 734 (curva a 129 euro), ci sia stata una perdita secca di oltre 500 tifosi. Analizzando il dato complessivo degli spettatori, al termine di quell’anno la media fu di 1.804 (compresi quindi i biglietti venduti tra tifosi di casa e ospiti), rispetto ai circa 500 che assistono oggi alle gare dell’Athletic.
Risulta ovviamente ancor più penalizzante il paragone rispetto agli anni precedenti in Serie B: si passa dai 903 abbonati dell’ultimo campionato cadetto disputato nel 2018-19, ai 750 del 2017-18, ai 762 del 2016-17, ai 3.709 del 2015-16 in Serie A, ai 1.179 del 2014-15 nell’anno della Serie B vinta, ai 947 del primo anno di B nel 2013-14, fino ai 417 della Serie C 2012-13 (l’anno della promozione di Lecce). Per trovare un numero in linea con quello attuale bisogna tornare alla Serie C1 2011-12, quella giocata per gran parte a Reggio Emilia e conclusa con la finale persa con la Pro Vercelli: furono vendute 187 tessere stagionali.
Insomma, più della simpatia può il prezzo e più di tutto può la categoria. Almeno a Carpi.