Se alla vigilia mister Romulo Togni era stato sibillino in alcuni appelli, dopo la sconfitta con il Sasso Marconi il tecnico del Carpi manda altri messaggi a destinatari ignoti.
«Sono qua solo per ringraziare i giocatori, soprattutto Uni che aveva il naso rotto da tre giorni e non mi ha detto di no. Ogni singolo giocatore entrato in campo lo ha fatto per dare una mano e a loro va un ringraziamento pubblico - ha detto Togni - Della partita non ho nemmeno voglia di parlare, si è vista da fuori. Siamo in difficoltà, abbiamo bisogno di aiuto come ho detto mille volte, ma sono qua e ci metto la faccia dicendo quello che penso. Ma qua tutti quanti dovrebbero iniziare a metterci la faccia, non solo i giocatori e l’allenatore. Lordkipanidze non si allena da tre settimane ma c’è e risponde presente, posso solo ringraziarli. La partita è anche un miracolo che sia finita solo 2-0, tra tre giorni c’è un’altra partita e vediamo come affrontarla. Io sono qua ma ho bisogno di vedere che ognuno si prende le proprie responsabilità”.
Con uno stadio praticamente deserto e che nei pochi presenti non ha comunque contestato e i giocatori ringraziati pubblicamente dal tecnico, è evidente come il “messaggio anonimo” di Togni sia destinato a qualcuno all’interno della squadra o della società. Non il viatico migliore per condurre in porto un campionato che per il Carpi si è fatto maledettamente complicato.
Nonostante non sia sceso in campo a causa di una squalifica, si è presentato ai microfoni anche Simone Aldrovandi, che da capitano ci ha voluto mettere la faccia per tutto il gruppo: «E' un momento difficile in cui c'è poco da parlare ma solo da pensare a lavorare sul campo. Le partite si giocano sul campo, tutto quello che sta intorno non serve. Confronti nello spogliatoi? Ci siamo guardati in faccia e ci siamo capiti al volo, c'è da stare in silenzio e pedalare».