Il nuovo tratto di ciclabile tinteggiato sull'asfalto di via Pezzana

Eppure c'è una logica...

Certo, dipingere piste ciclabili per terra costa molto meno che ricavarle in sede propria, magari allargando e sistemando un marciapiede sconnesso, proprio lì accanto. Ma c'è una logica, nella corsia tinteggiata di fresco sull'asfalto nel lato est di via Pezzana, all'incrocio con la don Luigi Sturzo e all'imbocco del sottopasso ferroviario, che sta attirando in queste ore critiche e ironie sui social. E la logica sta tutta nella sua prosecuzione, questa volta non più tinteggiata, ma contenuta entro una linea bianca tratteggiata, che accompagna la rampa di discesa del sottopasso e che si interrompe proprio all'altezza della smussatura del marciapiede.

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Qui, senza sussulti, il ciclista può salire sulla sopraelevazione – questa sì, in sede propria – che permette alle due ruote, senza soffrire troppo la pendenza, di transitare nel breve tunnel. Se un rilievo si può fare, è che quell'interruzione della linea tratteggiata non lascia ben intendere all'utente che gli conviene spostarsi sulla pista sopraelevata che incomincia proprio lì a fianco, sfruttando la smussatura del cordolo: sarebbe bastato disegnarla sull'asfalto (spesa minima). Il tutto, ovviamente, funziona per la discesa, dunque per chi proviene da via Pezzana. All'inverso, invece, la pista può sì essere utilizzata, sapendo però che si finisce per trovarsi a pedalare contromano: esattamente come accadeva prima servendosi del marciapiede, mentre la linea tratteggiata che segna l'altra corsia riservata ai ciclisti, sul lato opposto e nel senso della circolazione, per chi venga dal sottopasso è raggiungibile solo attraversando – pericolosamente – la Pezzana. Una via, occorre aggiungere, che per ampiezza si presterebbe a ricavare una vera ciclabile per tutti e due i sensi e in sede separata. Quanto all'altro ramo, rientra più nella normalità: si interrompe all'altezza dello Stop, per riprendere oltre, sulla don Luigi Sturzo, sempre con la tinta rossa che serve anche per suggerire all'automobilista, nei tratti più critici, che lì transitano anche le biciclette.