La scurrilità

Io lo capisco che la saga di 50 sfumature di grigio abbia sdoganato un certo tipo di erotismo un po’ spinto e decisamente anticoncezionale.

Capisco anche che anni di presa visione dei film di Rocco Siffredi a discapito di quelli tratti dai libri di Federico Moccia vi abbiano dato l'idea che a tutte le donne possa far piacere nel momento dell'intimità esser trattate come le pornostar protagoniste della vostra cronologia di ricerca Google, ma c'è da fare secondo me un minimo di distinzione.

C’è il rapporto che potete avere con la vostra compagna ufficiale, con la fidanzata che magari è stata finora la vostra unica partner, o con l'amica with benefits come dicono gli anglosassoni (scopamica da noi) con cui siete serenamente d'accordo di avere un relazione basata solo sul mero consumo dell'atto sessuale, senza bisogno di coccole e tenerezze varie. Allora siete a un livello di intimità e confidenza tale per cui tutto è lecito purché entrambi d'accordo e consapevoli e buon divertimento.

Poi c'è la ragazza con cui vi trovate per la prima volta sotto le lenzuola, quella che magari invece i libri di Moccia li ha letti e si immagina non dico un approccio romantico, ma almeno un amplesso standard, alla io sotto tu sopra, senza stramberie e gadget vari, almeno per le prima volte.

Ecco, potrebbe darsi che non sia il caso di rivolgersi alla fanciulla in questione con appellativi che richiamano non troppo vagamente il regno animale, specialmente quello bovino o suino o peggio canino, o con i vari sinonimi del termine prostituta. Perché è vero che in un certo contesto e con la persona giusta una certa volgarità eccita anche una donna, ma forse prima è il caso di sondare il terreno con qualcosa di più soft che non sia per forza "amore" o "tesoro mio".

Inoltre se stiamo facendo sesso ci rendiamo conto anche noi di cosa accade e delle parti anatomiche coinvolte, potete evitare almeno ai primi incontri di presentarci il vostro pene (con tutta la grezzissima terminologia relativa) e di portare la nostra attenzione su quanto la cosa ci stia piacendo e del come ve ne state accorgendo, perché il risultato potrebbe capovolgersi e alla fine potrebbe essere che non ci è piaciuto affatto andare a letto con l'equivalente postmoderno di Tarzan.

Insomma, prendete DiCaprio in Titanic: nonostante sia uno squattrinato ignorante come una pecora che non sa nemmeno da che forchetta iniziare il pasto, con Rose nella macchina ferma in garage si dimostra un gran galantuomo!

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