I peli

Nell'era della teoria del gender, della moda metrosexual e dello sdoganare il confine a volta labile tra maschile e femminile, è normale che la sfera intima ed erotica sia la prima a subire le conseguenze dell'ambiguità dei ruoli. Primo sintomo evidente: gli uomini si depilano. Si depilano tutto, la gambe, le ascelle, il petto, gli avambracci e le sopracciglia, lasciando però alla più totale anarchia pilifera l'inguine. Un capitolo a parte nella saga della mascolinità meriterebbero poi i peli del volto, barba e baffi, anzi, beare e mustacchi come si chiamano ora, che stanno attraversando un'ennesima golden age, col bizzarro risultato che per avere una sembianza macha e testosteroni come quella di Mangiafuoco o di Ercole passate più tempo voi in viale Guido Fassi alla Barberia Italiana di quanto facciano lady CC e figlie il sabato pomeriggio nel salone della Milly.

La zona inguinale resta invece tante volte una terra di nessuno, un cimitero degli elefanti in cui nessuna estetista ha mai steso una striscia di ceretta né ha mai fatto capolino un rasoio.

"E’ da gay"

"Lì il pelo è bello"

"Basta che sia curato"

No, non è da gay. Lo è di più avere le sopracciglia ad ala di gabbiano spinzettate dall'estetista cinese del centro massaggi in viale Petrarca.

No, lì il pelo non è più bello che se lo avesse una donna. A meno che non siate dei nostalgici degli anni Ottanta e quindi cultori della categorie eighties di Youporn e gelosi possessori del cofanetto con tutto il meglio di Tinto Brass.

Basta che sia curato un corno, cosa gli fate, la permanente? tagliate le doppie punte? Vi radete in modo da comporre la scritta "HOT"?

 

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