Il sapore dell'autunno nei versi di quattro poeti, Angolo di poesia

Il sapore dell'autunno nei versi di quattro poeti, Angolo di poesia

Nell’autunno par che il sole e gli oggetti sieno
d’un altro colore, le nubi d’un’altra forma,
l’aria d’un altro sapore...

(Giacomo Leopardi, Zibaldone)

Trasparente luce d’Ottobre
al cui tepor nulla matura
perché già tutto maturò: chiarezza
che della terra fa cosa di cielo

(Ada Negri, Sole d’Ottobre)

Ma per le vie del borgo
dal ribollir dei tini
va l’aspro odor dei vini
l’anime a rallegrar...

(Giosuè Carducci, San Martino)

Luce d’autunno, gioia per i fotografi; lenti  carri di uva per le strade e nessuno che strombazza, tutti portiamo pazienza pensando che da lì usciranno Lambrusco o Valpolicella, a seconda di dove ci ha portato Google; finalmente... cambierà anche l’ora che tornerà a rispettare il giro del sole e si avrà l’appetito giusto delle vere ore 13. Ottobre, mese speciale, mese cuscinetto... potremmo mica saltare da Settembre direttamente a Novembre...! Autunno, stagione intensa, ricca, colorata, rinfrescata quindi più energica, variabile, quindi poco noiosa, metafora della stagione di vita “matura”.

Autunno. Già lo sentimmo venire
Nel vento di Agosto
Nelle piogge di Settembre
Torrenziali e piangenti
E un brivido percorse la terra
Che ora , nuda e triste,
Accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
In quest’ autunno che incede
Con lentezza indicibile.
Il miglior tempo della nostra vita
E lungamente ci dice addio.

Vincenzo Cardarelli: ancora lui “Così la fanciullezza fa ruzzolare  il mondo e il saggio non è che un fanciullo che si duole di essere cresciuto” 
...c’è sempre un rammarico, un rimpianto, un velo di malinconia nelle numerose poesie di questo scrittore e poeta e giornalista. Era nato a Tarquinia nel 1887, ha patito una infanzia tribolata e difficile; figlio illegittimo, lasciato dalla madre, con una menomazione fisica non grave ma evidente che lo porta a essere riformato alla leva, vive spesso in solitudine e studia da autodidatta. Scrive molte poesie, collabora con quotidiani e periodici (Avanti, La Voce, Il Resto del Carlino), riceve premi vari fra cui lo Strega (1948 ) e riconoscimenti. La sua fama è legata molto alle poesie e prose autobiografiche di costume e di viaggio. È direttore nel 1949 della Fiera Letteraria. Severo, profondo, polemico, di brillante conversazione, scontroso e lontano dai gossip, me lo ha fatto amare una mia cugina che con il suo primo guadagno è corsa a comprare le sue Poesie. Una di queste è un cult:

Non so dove i gabbiani 
abbiano il nido.
Ove trovino pace.
Io sono come loro
In perpetuo volo.
La vita la sfioro
Com’essi l’acqua ad
Acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi
Amo la quiete,
La grande quiete marina.
Ma il mio destino è
Vivere Balenando  
In burrasca”.

(Vincenzo Cardarelli, Gabbiani)

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