La Borsa delle parole - 1

La Borsa delle parole - 1

Euro - Nel Belpaese, ormai, l’Euro è diventata una vera iattura. Come moneta, infatti, è ritenuta il simbolo e da molti – forse non a torto – anche la causa della crisi. E’ talmente detestata che gli Italiani, per stigmatizzare la loro condizione di indigenza, continuano a dire “non ho una lira”. E che, sulla falsariga della fuga dei cervelli, rischia di provocare una parallela fuga dei borselli. 

Un fenomeno tangibile, che incide  anche sulle nostre esigenze primarie: non stupiamoci, quindi, se chiedendo all’amico “Usciamo, stasera?”, dovesse risponderci “Ok, purchè usciamo dall’Euro”. Uscire dall’Euro, però, non sarà così facile: se è vero che l’Euro, ultimamente, dà i numeri e ci tormenta anche quando siamo al volante. “Milano, blocco per Euro 3 ed Euro 4”: col problema che, all’emissione delle pm 10, si aggiunge quella delle imprecazioni. Morale: sempre più gente sogna di tornare alle vecchie lire, ma, da quel che vedo, è più probabile che, dall’Euro, passiamo diretta mente alla Neuro. 

Featuring - “Dacci oggi il nostro featuring quotidiano”, sembra essere il mantra dei produttori musicali: questo termine anglosassone, che indica il contribuito di un artista famoso nella scrittura di un pezzo, ha restituito linfa vitale al panorama musicale. Un toccasana, quello dei feat., destinato ad essere esteso ad altri settori, per rinnovarli e renderli più interessanti: pensiamo, ad esempio, ai talk show televisivi: Vespa feat. Salvini, darebbe vita a Porto a porto; Bottura feat. Di Maio, all primo ristorante ad Otto stelle; e Jerry Scotti feat. Donald Trump consentirebbe, probabilmente, di trasformare il fioco a premi The Wall in un talent riservato agli immigrati clandestini. 

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