Aimag: aperta la lotta di successione, Filo di Voce

Aimag: aperta la lotta di successione, Filo di Voce

Lo si giri come si vuole, ma lo scambio dei giorni scorsi tra Fabio Zacchi e Alberto Bellelli, rispettivamente Presidente ed ex Presidente del Patto di Sindacato Aimag, ha tutta l’aria di un affilare le armi in vista della designazione del futuro Presidente di Aimag. Al di là dei convenevoli sulla soddisfazione per l’arrivo dalle Terre d’Argine dell’autorizzazione alla gara per Unieco, sulla quale anche Cgil, Cisl e Uil si sono dette d’accordo ritenendo oggi Aimag troppo piccola, lo spartiacque resta il giudizio sull’attuale CdA della multiutility. Del quale Zacchi non vuole che si dimentichino i risultati conseguiti negli ultimi quattro anni, mentre Bellelli ritiene quello del collega un giudizio “di carattere personale” e ribadisce il proprio, invece, “critico” sull’operato del CdA, concedendo al massimo un riferimento soprattutto all’ultima fase. Brutalizzando la materia, si potrebbe dire che a essere in gioco è soprattutto il destino di Monica Borghi che potrebbe aver trovato un insperato – almeno fino a ieri – appoggio nel blocco rappresentato dai Comuni dell’Area Nord e del mantovano: gli stessi che, ricalcando in una lettera la posizione delle minoranze sulla questione Unieco, avevano indotto Bellelli alle dimissioni da Presidente del Patto.

Prospettiva molto incerta, va detto: è il Sindaco di Carpi che può indicare un nominativo per la Presidenza, in quanto maggior azionista. In alleanza, poi, con gli altri Comuni delle Terre d’Argine, con Bomporto e Bastiglia, che lo hanno seguito in tutta la vicenda Aimag-Unieco, raggiunge il 35,16 per cento dell’azionariato, che supera di tre punti la soglia di maggioranza del Patto (32,5 per cento), sempre che Soliera, con il suo 4,25, resti fedele a Carpi. Al di là dei numeri, però, c’entra la politica. La precisa ascendenza “morelliana” – o “renziana”, nel senso di afferente alla matrice cattolica e comunque non di tradizione post diessina – della nomina della attuale Presidente fa sì che la futura contesa per il vertice della società riporti a galla l’eterna lotta tra le due anime del Pd. Con una variabile, però. Il giudizio positivo espresso dal neo Presidente del Patto, ma anche la posizione tenuta sull’affare Unieco dai consiglieri comunali del Pd della Bassa, potrebbero tradursi per Borghi non solo nel sostegno scontato di Lega e centro destra, ma anche di una parte del partito di Alberto Bellelli. Sotto il profilo numerico il risultato non è in discussione per il candidato di Bellelli, sia che subentri subito a Borghi o, se si trattasse di Simone Tosi, fra un anno con proroga della Presidente attuale. Ma forzare, portando alla guida della multiutility, dopo le recenti diatribe tra Carpi e il resto del Patto, un uomo di palazzo Scacchetti, orientato verso Bologna più che sulla “grande Aimag” che piace all’Area Nord, avrebbe conseguenze politiche piuttosto pesanti per il Pd. Che perderebbe un po’ di anima ma soprattutto la compattezza territoriale.

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