Gli organici della Ps e Annalisa Arletti (Fd'I) su nuovo ospedale, spesa sanitaria e Zona autotrasportatori

Le dichiarazioni del Segretario del Sindacato unitario di Polizia, Roberto Butelli, apparse oggi sulla Gazzetta e riferite a Carpi fanno giustizia del paradossale velo di oblìo steso sul tema degli organici di Polizia dalle recenti dieci proposte di Fratelli d'Italia in materia di sicurezza. Una sottovalutazione, quella del partito di Giorgia Meloni, che sa tanto di manovra per alleggerire il Governo dalle accuse di inadempienza e per scaricare ogni colpa sull'Amministrazione comunale. Quando l'esponente sindacale denuncia che ancora nel giugno di quest'anno il piano governativo di integrazione degli organici assegnava undici nuovi agenti al Commissariato di Mirandola, dodici a quello di Sassuolo e nessuno a Carpi, sempre che le cifre siano confermate c'è davvero di che riflettere sulle ragioni di uno squilibrio così evidente data la diversa rilevanza dei tre centri, rispetto alla Provincia di Modena. E questo anche a prescindere dai dati della criminalità, data in aumento dal Siulp per Carpi, pur senza fornire cifre al riguardo: ma questo va forse messo in conto delle motivazioni addotte per la richiesta di nuovo personale nel prossimo piano integrativo di dicembre. segue

Sono da leggere con un certo interesse le dichiarazioni di Annalisa Arletti, rilasciate anche in veste di consigliera regionale di Fratelli d'Italia., apparse sul periodico Notizie e riferite al futuro, nuovo ospedale di Carpi. Lo spunto è stato offerto da quanto sostenuto, con un'unica voce, dai sindaci di Carpi e di Finale Emilia, circa il definitivo tramonto dell'idea di un ospedale baricentrico tra Carpi e Area Nord: un pronunciamento che ha fatto pensare che a Bologna qualcuno stia ripensando invece a quell'idea originaria e che questo qualcuno, coerentemente con posizioni sostenute in passato, sia l'ex Sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, attualmente Presidente della Commissione Politiche per la Salute e Politiche sociali dell'assemblea legislativa della Regione. Sul tema dell'ospedale Arletti precisa che il suo partito ha idee chiare. Uno dovrà essere quello di Carpi, che merita una struttura all'avanguardia anche per affrontare temi come denatalità e invecchiamento della popolazione, "diventando attrattivo non solo per la zona della Bassa modenese, ma anche per il reggiano”. E l'altro va potenziato a Mirandola che pure serve un ampio bacino e invece è stato privato di servizi essenziali come il Punto nascita. Quanto al ritorno dell'idea di ospedale baricentrico, Arletti lo attribuisce a lotte interne al Pd e al buco sanitario che si è creato in Regione e nella stessa provincia di Modena, nonostante le tasse regionali e i ticket, quando il solo rimedio sarebbe "mettere mano alla spesa improduttiva”, togliendo privilegi e rendite di posizione. Non viene specificato esattamente che cosa significhi questo, a fronte delle spese straordinarie sostenute per il Covid e a causa dell'inflazione, se non l'individuazione dei Cau, i Centri di assistenza e urgenza, come esempio di spesa improduttiva quando quei 35 milioni avrebbero potuto essere indirizzati ai Pronto Soccorso, a parere della consigliera per niente alleggeriti dai Cau. E circa le responsabilità politiche, Arletti rivendica che mai nella storia repubblicana un Governo aveva stanziato prima d'ora 136 miliardi, precisando trattarsi di valori assoluti, al lordo cioè dell'inflazione. Per lei, dunque, la sanità non è solo un problema di risorse, ma anche di razionalizzazione della spesa e tagli a quella improduttiva. Il che è esattamente la risposta che i partiti al governo, scaricando le colpe sulle Regioni, fornivano a Giorgia Meloni quando, schierata all'opposizione, lamentava la scarsità dei finanziamenti. La consigliera poi conclude: “La sensazione è che la Regione debba farsi un bagno di umiltà e smetterla di raccontare che siamo i migliori”. Se fosse così, la sensazione di trovarsi addirittura in ammollo, nell'umiltà, la provano innanzitutto su se stessi le centinaia di residenti di Calabria, Sicilia, Basilicata che, per curarsi, si riversano ogni anno sul sistema sanitario pubblico emiliano-romagnolo. segue

 

E visto lo spazio che le è stato assegnato dal Carlino, vale la pena riprendere anche la denuncia di Annalisa Arletti dello stato di degrado e abbandono della Zona autotrasportatori. E' vero che, per quel che si vede lì e ora, la denuncia poteva essere fatta esattamente negli stessi termini anche dieci anni fa, o ieri o nell'immediato futuro. Ma un consigliere comunale non può criticare l'assenza di un collegamento dell'area con l'A22, chiudendo gli occhi di fronte all'avvio dei lavori per il prolungamento di via dell'Industria, allo stanziamento di 800 mila euro dell'Amministrazione per la rigenerazione dell'area, all'impegno del Gruppo Bianchi di realizzare un autoporto, con relativi servizi, in un terreno acquisito da poco, mentre sono tuttora in corso trattative per un grande parcheggio che libererà le strade dagli autotreni in sosta. C'è un'attività di governo, come dovrebbe aver imparato in questi anni Fratelli d'Italia a Roma, che procede al di là dell'immediata visibilità e che magari urta contro ostacoli imprevisti, ritardi progettuali, compromessi non ben definiti. E i fatti ci dicono che, al di là di alcuni rallentamenti, è la prima volta che qualche cosa si sta muovendo, in Zona autotrasportatori.