La ministra Eugenia Roccella ha detto una fesseria, relegando al rango di "gite scolastiche” i viaggi di studio di centinaia di migliaia di ragazzi verso Auschwitz. Non siamo però altrettanto sicuri, almeno sotto il profilo storiografico, che non abbia qualche ragione nel negare che l'antisemitismo in Italia abbia riguardato soltanto il fascismo. Con l'entrata in vigore delle leggi razziali del 1938, è inoppugnabile, il regime di Benito Mussolini lo ha istituzionalizzato, ideologizzandolo per ricalcare le scelte dell'alleato nazista. Ma vogliamo con questo escludere del tutto la responsabilità di quella parte di popolazione che non prese parte, non insorse, non manifestò se non in modo generoso, quanto sporadico e occasionale, contro persecuzioni razziali e deportazioni anche prima del regime di ferro instaurato dalla Repubblica sociale alleata dell'occupante tedesco? segue
I torti, ma anche le ragioni della ministra Eugenia Roccella
E' la famosa “zona grigia” che non stava né di qua né di là, occupandosi per quanto possibile a quei tempi, degli affari propri, assistendo silenziosa pur vedendo l'espulsione dei bambini ebrei dalle scuole pubbliche, i professori universitari costretti a lasciare l'insegnamento, i giornalisti e gli intellettuali emarginati, i commercianti etichettati e boicottati. C'è una parola gigantesca, voluta da Liliana Segre, che campeggia sul Memoriale voluto da Liliana Segre a ricordare l'orrenda funzione svolta dal famoso binario 21 della Stazione centrale di Milano da cui partivano i convogli per la Germania. E' la parola "indifferenza” e non è pensabile che indifferenti alla sorte degli ebrei fossero soltanto i fascisti dichiarati. Per paura, per viltà, per semplice malanimo, ma anche per calcolo e interesse vista la quantità di delazioni che arrivavano anonime alla polizia da portieri di caseggiati, vicini di casa, ex fidanzati vendicativi, debitori a qualunque titolo, a segnalare la presenza di famiglie ebree, magari con mire su appartamenti e beni e puntando a risolvere per le brevi antiche liti, tensioni e rivalità. Tutti e solo fascisti, costoro? Tanti forse sì, ma non è un perimetro da considerare come esclusivo, perché si finirebbe per assolvere i tanti "volenterosi carnefici” che, per un motivo o per l'altro, furono complici di quell'immane tragedia. Vale in ogni caso la pena chiarire che queste considerazioni sono dettate semplicemente dalla volontà di precisare i contorni reali di fatti storici, fuori da ogni forzatura propagandistica. Le degenerazioni antisemite dei nostri giorni sono frutto non di un moto anti ebraico, come fu per tutta la prima metà del secolo scorso, ma anti israeliano, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, legato alla politica di Netanyhau, nonostante questi tenda sempre a far credere il contrario.