L'azzurro De Rosa, le politiche giovanili, il Carlino e Marina Berlusconi

Filo di Voce della domenica, di Florio Magnanini

Non si capisce un accidente dell'attacco sulle Politiche giovanili del Comune di Carpi, condotto oggi sul Carlino dal capogruppo di Forza Italia, Michele De Rosa. Non si capisce a quali "recenti incontri in via Corbolani, al Tecnopolo” in materia di politiche giovanili faccia riferimento. Non si capisce la citazione di presunte "fughe” dei giovani di Carpi verso i comuni limitrofi (quali?) che offrirebbero più “spazi aggregativi”, più “aule di studio a orario prolungato”, meno  "asfissiante burocrazia”, e che fanno parte, insieme a un fondo specifico di bilancio destinato ai giovani e a un non meglio precisato "cronoprogramma delle proposte accolte” (quali?) dell'elenco di richieste presentate dal consigliere alla Giunta Righi. segue

Questo giornale non è mai stato tenero sulla filosofia che ispira le politiche giovanili dell'Amministrazione: troppo paternalistiche, troppo istituzionali, troppo calate dall'alto, fino a creare spazi, come il Mac'è o il Campus o lo spazio loro dedicato al piano terra della casa di Comunità, regolarmente disertati da quelli che dovrebbero esserne i principali fruitori. Abbiamo sottolineato anche come il leit-motiv degli spazi di aggregazione dove si possa socializzare, fare musica e cultura esprimano spesso dei desideri generici, elencati dai giovani più per stanca consuetudine che per reale convinzione. Abbiamo piuttosto sostenuto – e ricordiamo al riguardo l'inutile battaglia per la “presa” dell'ex Supercinema – la necessità di incoraggiare iniziative imprenditoriali dei giovani e per i giovani, nelle quali le aggregazioni funzionino da sé, non perché forzate o allineate al "dover essere” imposto dagli adulti, bensì in quanto più in sintonia con le loro aspettative reali. segue

 

 

Nonostante questi limiti di impostazione di fondo, non si può tuttavia negare che almeno ci stia provando, il Comune: con un Assessore dedicato, con l'iniziativa del Forum giovani, con gli spazi di lettura e di incontro cercati nel capoluogo e nelle frazioni dati i limiti di capienza della Biblioteca Loria, con i sondaggi e le consultazioni, con l'educazione di strada... Non siamo in grado di offrire un calcolo preciso delle risorse pubbliche indirizzate al mondo giovanile, ma di sicuro sono cospicue, anche senza bisogno di un fondo specifico di bilancio. E anche tutte le altre proposte del consigliere De Rosa rimangono nello stesso solco paternalistico-comunale di cui si diceva: locali in centro e nelle frazioni, spazi aggregativi, ascolto delle richieste, e via dicendo. Per cui uno si chiede: ma che cosa significa davvero questa interrogazione che ne segue un'altra di pochi giorni fa, sempre allo stesso consigliere, sul Terzo settore? Qual è il suo senso reale? Due indizi, si sa, non fanno una prova. Ma autorizzano a sospettare che il consigliere Michele De Rosa, un moderato notoriamente lontano dagli estremismi degli alleati Fratelli d'Italia con i quali è entrato talvolta in aperto conflitto (vedasi cittadinanza ritirata a Mussolini su sua mozione), stia prendendo il posto della meloniana Annalisa Arletti nelle simpatie del quotidiano, finora attento a registrare e amplificare ogni sospiro della capogruppo Fd'I. Desumere da tutto questo che a Carpi la nuova proprietà Leonardo del Vecchio stia sperimentando una manovra di graduale spostamento verso il centro della linea editoriale del Gruppo QN, sarebbe molto pretestuoso e un tantino provinciale. Basta attendere. Intanto, si cercherà di capire se i rapporti interni di Forza Italia a Modena, che con la leadership di Antonio Platis hanno sempre visto in minoranza De Rosa, potrebbero essere sovvertiti. E guardarsi intorno per controllare se lo spirito di Marina Berlusconi non sia arrivato anche qui.