Otto settembre: 78 anni fa

“Colonnello, sta succedendo una cosa incredibile: i Tedeschi si sono alleati con gli Americani!”. E' la scena madre di “Tutti a casa” il film di Luigi Comencini del 1960, con il protagonista, Alberto Sordi, che nei panni del capitano Innocenzi racconta concitato di essere stato preso di mira con il suo plotone dai soldati della Wehrmacht, fino al giorno prima alleati, spiegando anche che l'ultimo ordine ricevuto dagli alti comandi era stato quello di far cantare i soldati durante la marcia. Più di tante ricostruzioni e saggi storici è stato il cinema, anche con l'ironia della commedia all'italiana, a fotografare alla perfezione il senso di confusione e smarrimento dell'esercito quell'8 settembre 1943, settantotto anni fa, quando l'armistizio di Cassibile firmato con gli Alleati cinque giorni prima, ma annunciato alle 19,45 di quel giorno fatidico, gettò un intero Paese nel caos. Fu l'evento che, decretando di fatto la spaccatura in due della Penisola, per due terzi occupata dalle truppe del Terzo Reich e un terzo dagli Angloamericani, per molti storici è stato all'origine del declino dell'idea stessa di Patria, simboleggiato dalla vergognosa fuga del Re e del governo Badoglio e da migliaia di soldati lasciati a se stessi, costretti a nascondersi e a buttare le uniformi. Sono stati necessari interi decenni e l'opera del presidente Ciampi perché quella frattura – peraltro riaffiorante di tanto in tanto – venisse ricomposta, facendo del termine Patria, trascinato nella polvere e umiliato dai suoi stessi rappresentanti, un concetto condiviso, trasversale e non un monopolio delle destre (segue sotto)

 

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