Certo, la contrapposizione vigorosamente messa in campo da Morelli tra la luce della trasparenza per le nomine fatta sulla base di competenze ed esperienze industriali e le ombre di quelle trafficate sottobanco per interesse di partito od opportunismi personali, fa riandare a certe sue manovre da vicesindaco della prima Giunta Bellelli. Non si è mai capito, per esempio, come sia riuscito a collocare alla presidenza di Aimag una laureata in Giurisorudenza esperta in Diritto del lavoro, all'epoca addetta negli uffici Cna di Modena al riavvio delle imprese danneggiate dal sisma. Il tutto con l'aiuto dell'allora Direttore generale della multiutility compensato poi dalla neo Presidente con la blindatura del suo incarico anche oltre la propria scadenza. Né è dato sapere con esattezza come, sempre Morelli, abbia potuto scalzare dalla presidenza della Fondazione Giuseppe Schena, dopo un solo mandato, cosa mai accaduta nella storia dell'Ente. Anche qui, un appoggio importante è stato quello del vescovo emerito, monsignor Francesco Cavina, in pessimi rapporti con Schena, Tanto che, per tentare di mantenerlo al suo posto per un secondo mandato, si scomodò addirittura il Presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, sopreso a suonare il campanello del palazzo vescovile di corso Fanti per tentare, senza riuscirci, di far desistere l'emerito dal proposito condiviso con Morelli. L'accostamento poi tra Fondazione e Aimag, che esiste di fatto data la partecipazione azionaria di Palazzo Brusati al capitale sociale della multiutility, è stata sempre un'idea fissa di Morelli, molto più che del suo superiore, Alberto Bellelli, soprattutto quando si trattava di nomine.
30 Aprile 2026
Filo di Voce del Direttore