Stefania Gasparini: Roma mon amour

Stefania Gasparini: Roma mon amour

La nostra Vicesindaco, nonché assessore alle Attività produttive, la valorosa Stefania Gasparini ce l'ha fatta ad approdare a Roma. Rimasta esclusa nel marzo scorso dal ballottaggio fra le candidate donne alla segreteria di Nicola Zingaretti; finita a settembre fuori dalla rosa dei candidati a un posto di Sottosegretario nel costituendo governo Conte Bis, è riuscita finalmente a sbarcare nella capitale, chiamata dal Segretario del Pd a dirigere il Dipartimento Piccole e Medie imprese del partito. La vocazione “romana” di Stefania Gasparini, del resto, è sempre stata la più solida e coerente fra tutte le eclettiche scelte che ne hanno costellato la carriera. A soli 43 anni, infatti, ha unito la predilezione per la politica pura, che l'ha condotta passo dopo passo fino alla Presidenza della Direzione provinciale del Pd, a quella per le Scienze dell'educazione, materia di laurea, che le ha dischiuso prima le porte della funzione pubblica nella Cisl e poi, con la prima Giunta Bellelli, l'Assessorato alle Politiche scolastiche. Senza escludere escursioni nel giornalismo d'autore, con la collaborazione ad Huffington Post. Non le si conosceva, insomma, la particolare propensione per l'economia e le piccole imprese che l'ha condotta prima a ricevere l'investitura di Assessore alle Attività produttive nel Bellelli Due e poi a varcare finalmente la soglia del Nazareno. Quanta dimestichezza abbia, la Nostra, con ricevute bancarie, bonifici, scoperti e affidi, industria 4.0, filiere, cicli produttivi, import-export, innovazioni e digitalizzazione, in una parola, con tutto l'armamentario bancario gestional industriale che costituisce il pane quotidiano di artigiani e piccoli imprenditori, non è dato sapere. Di certo, il motivo principale per il quale le è stata assegnata la guida dell'economia nell'ultimo governo cittadino è parso subito chiaro: cancellare dalle radici anche l'ultima parvenza di ricordo del proprio predecessore. E lei vi si è messa d'impegno, contrapponendo un muro di "vedremo”, “stiamo monitorando”, “apriremo un tavolo di confronto”, “abbiamo avviato un percorso” a ogni proposta, così da scoraggiare anche il più entusiasta fra i promotori di notti bianche o teatri concentrici. Gli stessi che Simone Morelli correva invece ad abbracciare, con disinvolta e avventurosa spensieratezza. Roma, dunque, accoglierà sorniona e gaudente, la nostra amministratrice: e non ci stupiremmo di vederla, prima o poi, ritratta in quelle terrazze dove si decidono nomine e destini, tra feste caciarone, gossip, trame professionali, intrecci amorosi e balenare di lame nei corridoi bui della politica. La Grande Bellezza, insomma.

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