Un po’ di Carpi Futura con Italia Viva. Il centro che impensierisce il Pd, Filo di voce del 24 ottobre

Un po’ di Carpi Futura con Italia Viva. Il centro che impensierisce il Pd, Filo di voce del 24 ottobre

Lo dicevamo sul numero scorso di Voce: qualcuno prima o poi andrà ad accomodarsi nello spazio centrista creato a Carpi dalla cronica incapacità di aprirsi del Pd al di fuori del perimetro cattodem (nel senso di post comunista e post democristiano) e dal parallelo appiattimento del centrodestra su Fratelli d’Italia e Lega. Questo qualcuno è spuntato in questi giorni ed è l’ambiente renziano ringalluzzito dalla Leopolda 10 e soprattutto dalla fuoruscita del leader dal Pd. Lo ha detto chiaro e tondo Roberto Arletti, renziano della prima ora, di ritorno da Firenze e su esplicita richiesta della Gazzetta: i renziani di Carpi, ha rivelato, ci sono eccome. E non solo gli “storici” Rita Zappador, Bruno Pompeo, Saverio Catellani, Marco Vignoli ma anche diversi altri per ora acquattati dentro il Pd. E non finisce qui. Da Carpi Futura, dove Arletti era trasmigrato, mostra segnali di interessamento nei confronti suoi e di Matteo Renzi una delle fondatrici della lista civica: caro Arletti, gli dice infatti Giliola Pivetti sui social, se è vero, come dici, che alla Leopolda hai fatto il pieno di idee nuove, vieni a trasmettercele, parliamone. E lui, di rimando: Italia Viva è la naturale trasformazione di Carpi Futura. 

Ma per conto di quale Carpi Futura parla Giliola Pivetti? L’episodio del suo esautoramento da portavoce e la sua sostituzione con Paola Mocati viene interpretato come uno spostamento a destra di una leadership dove ora pesano molto di più Andrea Alboresi, Davide Lugli, Simone Severi. Per chi in Carpi Futura sta sempre più stretto e vede con sospetto le derive leghiste, ma conserva ancora solidissime ragioni di avversione al Pd, ecco dunque che l’area renziana potrebbe profilarsi come un approdo perfino naturale: nel campo opposto al sovranismo populista di Salvini e Meloni in versione Federica Boccaletti e Annalisa Arletti, certo, ma in competizione serrata con un Pd al quale non hanno mai smesso di rimproverare arroganza e chiusure. È presto, per capire se davvero si verificherà questo “appuntamento al centro”, al quale Arletti non disdegna di invitare Simone Morelli, renziano sì dell’ultima ora, ma rimasto fedele all’uomo di Rignano e guardato sempre con considerazione anche da Carpi Futura, prima dell’incidente dei dossier. Qualcuno si spinge anche a intravederne un ruolo di leader, se i sospesi giudiziari andassero per il verso da lui sperato. Ed è presto anche per capire se questo nuovo ma ricorrente spazio centrale nel sistema politico locale avrà natura antagonista o solo di contrattazione con l’attuale maggioranza. Intanto, vale la pena osservare come la componente cattodem interna al Pd e guidata da Marc’Aurelio Santi, non sia mai riuscita a esaurire del tutto l’area sociale che fa riferimento al centro. I renziani hanno una storia diversa, cattolica e da ceto medio, ma non di marca Dc. Anche se l’ambizione inconfessata è di riprodurla nell’oggi.

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