''C'era due volte'' di Franck Thilliez (Fazi Editore, 2021)

Rubrica La Lettura di Alessandra Burzacchini

C’ERA DUE VOLTE di Franck Thilliez.                   Fazi Editore 2021

“Era la sua brigata, la sua anima, il suo passato. Gabriel entrò in caserma. Nessuno gli parlava. Lo salutavano a malapena e lo evitavano. Nei corridoi, guardò attraverso i vetri. Non era cambiato niente. Gli odori, lo stridore sul linoleum, il ripostiglio degli sci socchiuso dove racchette, bastoni e zaini aspettavano la prima neve. Gabriel cercò il proprio nome sugli armadietti prima di rendersi conto della stupidità di quel gesto. Uscì chiudendo la porta.”

In un paesino monotono e quasi sperduto fra le Alpi, il 9 aprile 2008 il tenente Gabriel Moscato decide di passare la notte all’Hotel de la Falaise, un piccolo albergo incuneato fra alte rocce, dove la figlia Julie aveva lavorato come cameriera nell’estate precedente. La ragazza, studentessa brillante, amante delle escursioni in bicicletta, della fotografia e degli scacchi, gentile e sorridente con tutti, da dodici giorni è scomparsa: la sua mountain bike è stata trovata abbandonata in un sentiero nel bosco e di lei non c’è alcuna traccia. Gabriel vuole esaminare i nomi di tutti i clienti che nei giorni precedenti hanno soggiornato nell’albergo, per non lasciare nulla di intentato alla ricerca di indizi, ma stremato dalla disperazione e dalla stanchezza, si assopisce: viene svegliato all’improvviso da tonfi sordi e quando si avvicina alla finestra vede che piovono uccelli morti. Al mattino, quando si alza per lasciare la stanza, si rende conto che è in una camera in un altro piano, che i suoi vestiti sono spariti e ne sono comparsi altri e che guardandosi allo specchio fatica a riconoscersi. Alla reception gli confermano che è il novembre del 2020: sono passati dodici anni da quando è entrato all’Hotel de la Falaise, dodici anni di cui lui non ricorda nulla. Nello stesso giorno, il corpo straziato di una giovane donna viene trovato accanto al fiume… segue

Terzo thriller mozzafiato del giallista ingegnere informatico Thilliez, di cui la Fazi ha già pubblicato Il manoscritto nel 2019 e Il sogno nel 2020 e che è uno fra i cinque scrittori più letti in Francia. Anche in questo libro la tensione aumenta di pagina in pagina, senza dare tregua al lettore e anche qui dominano i doppi giochi a incastro, l’intreccio labirintico, l’impressione che non possa esistere una soluzione, una via d’uscita. Gabriel, che è stato colpito da “amnesia psicogena atipica”, perfettamente descritta dallo scrittore, fatica a riscostruire quello che è accaduto durante gli anni di cui ha perso memoria e anche noi abbiamo l’impressione di percorrere lo stesso faticoso cammino del protagonista. La scrittura è incalzante, i colpi di scena si susseguono senza tregua fino all’ultima pagina.