Rubrica La Lettura di Alessandra Burzacchini

''Destinazione errata'' di Domenico Starnone, Einaudi 2026

Non è proprio un cavaliere senza macchia e neppure un eroe, la voce narrante di questo romanzo di Starnone, che in un’intervista ha raccontato come gli piaccia “raccontare frottole” e come, in fondo, la scrittura sia proprio questo.

E questo suo protagonista è, o almeno diventa nel giro di pochi giorni, un bugiardo seriale. È un borghese dalla vita abbastanza tranquilla e forse altrettanto noiosa, noia di cui non sembra rendersi conto fino a quando, dovendosi occupare dei tre figli mentre la moglie è a un convegno, si distrae e invia alla sua collaboratrice, che è anche il suo capo, un messaggio destinato alla moglie con scritto “Ti amo”. Claudia, che sta scrivendo insieme a lui alcune puntate di una serie televisiva incentrata su una architetta investigatrice, gli risponde subito confessandogli che aspettava da tempo una sua dichiarazione, dal momento che lo ama da tempo.

L’uomo, affascinante trentottenne, non ha mai concluso i suoi studi abbastanza disordinati, ma con il suo lavoro di piccolo sceneggiatore si può permettere di gestire il tempo libero come più gli aggrada; ama molto, e lo ribadisce quasi ogni due pagine, la moglie Livia, che è molto bella, intelligente, ironica e molto innamorata di lui. I bambini, due femmine di tre e cinque anni e un maschio di dieci mesi, sono impegnativi, ma la coppia ha comunque a disposizione babysitter e donna delle pulizie. Il matrimonio sembra perfetto, tutti invidiano questa coppia così ben assortita, tutti ritengono lui molto fortunato ad aver trovato una donna come Livia, che ha anche una professione di tutto rispetto.

Eppure, tutto si spezza nel momento in cui quel messaggio arriva a Claudia, che gli appare subito diversa da come l’aveva sempre vista, a cui non aveva mai pensato neppure una volta, anche se le loro famiglie erano legate da amicizia e trascorrevano spesso insieme sia serate che vacanze. A questo punto, quasi fosse trascinato contro la sua volontà in questo gioco per lui nuovo ed eccitante, prova a gestire moglie e amante raccontando bugie a entrambe, cercando e trovando scuse veramente incredibili e patetiche, commettendo errori e imprudenze.

Non ci sta simpatico, quest’uomo. Però, via via che la vicenda lentamente procede avviluppandosi intorno ai suoi miseri tentativi e ai suoi stati d’animo altalenanti, ci rendiamo conto che questa storia è vera, che le inquietudini e gli immaginati colpi di testa appartengono a una persona in carne e ossa, con tutte le sue contraddizioni.

“… Dovetti riconoscere che quelle poche parole, insieme all’ansia, mi avevano causato anche un compiaciuto scossone. L’ansia ormai si era attenuata, ma il compiacimento stava prendendo piede – guarda un po’ cosa mi va a capitare-, si stava rafforzando. Passai più o meno consapevolmente buona parte del pomeriggio a pensare a Claudia non solo come compagna di lavoro, ma anche come donna, con il corpo di donna.”

È un romanzo ben congegnato e ben scritto, che mette in scena le sfaccettature e le decisioni che a prima vista possono sembrare assurde, ma che sono il motore principale della vita di tante persone.