Rubrica La Lettura di Alessandra Burzacchini

''L'anno in cui parlammo con il mare'' di Andrés Montero (Edicola Edizioni)

Su una piccola isola che non compare sulle mappe, a cui approda ogni tanto una nave che porta qualche turista o quelle mercanzie di cui gli abitanti necessitano, arriva un giorno Jerónimo Garcés: dopo cinquant’anni in giro per il mondo ha deciso di far visita al fratello gemello Julian, che al contrario non si è mai mosso da lì. Inseparabili da bambini se pur animati da desideri e attitudini differenti, i due hanno immediatamente uno scontro e Jerónimo sarebbe già pronto per ripartire, ma una pandemia, la brutta roba, che si sta diffondendo in tutto il mondo lo costringe a restare. Gli abitanti dell’isola, che sono tranquilli, semplici e sereni, si conoscono tutti fra loro condividendo passioni, lutti, serate, e fanno in modo di riappacificare i due gemelli sollecitandoli a narrare la storia della famiglia e degli antenati, che poi è la storia da cui derivano anche tutti loro, in una sorta di coralità in cui emergono personaggi leggendari, patti con il diavolo, ribellioni al destino. L’isola infatti ha un passato misterioso e a tratti inquietante, che ha lasciato in eredità una nave arenata da secoli diventata poi una locanda e una campana d’oro sommersa che nessuno è mai riuscito a trovare, ma che quando sta per avvenire qualcosa di inconsueto comincia a suonare, diffondendo in tutta l’isola un clima di attesa e curiosità. Dal racconto di Jerónimo e Julian emergono segreti, amori e vicissitudini che incantano gli ascoltatori e naturalmente anche i lettori di questo libro, che vengono talmente attratti dalle vicende da sentirsi quasi parte di quel luogo. segue

“Ma noialtri non siamo il tempo, siamo solo scintille rosse su uno sfondo rosso, cose brevi che devono decidere quali storie racconteranno prima di morire e quali storie ascolteranno prima di morire, che forse di poco più che questo è fatto il pezzetto di corda che ognuno di noi può chiamare vita”. La scrittura di Montero, scrittore e narratore orale cileno, autore anche di libri per bambini e co-fondatore di una compagnia teatrale, è semplice, intima, a tratti commovente: il significato nascosto di prodigi e credenze è accennato lievemente, come in certe fiabe tristi in cui il lieto fine non è mai scontato. La Edicola Editrice è una creazione di Paolo Primavera, originario di Ortona dove la sua famiglia gestisce da un secolo un’edicola (il nome è un omaggio all’attività dei suoi), ma per ragioni di lavoro vive per metà dell’anno in Cile. Insieme ad Alice Rifelli ha dato vita a questa casa editrice singolare, in cui vengono pubblicati libri italiani e cileni, costruendo quasi un “ponte letterario” fra le due terre.