Jack Rosenblum, la moglie Sadie con la loro piccola Elizabeth arrivano in Inghilterra nel 1937: sono ebrei in fuga dalla Germania nazista e hanno lasciato per sempre Berlino. Fin dal primo momento in cui sbarca ad Harwich, Jack desidera più di ogni altra cosa diventare un perfetto inglese: si impegna ad abbandonare la lingua, gli usi, i costumi, il cibo e persino il modo di pensare che hanno caratterizzato la sua vita fino a quel momento e ce la mette tutta per trasformarsi in un gentiluomo britannico, vincendo il clima di sospetto che lo circonda durante gli anni della guerra (è pur sempre un tedesco…), costruendo quasi dal nulla una fabbrica di tappeti che gli procurerà una solida ricchezza, facendo frequentare alla figlia le migliori scuole inglesi. Resta solo un problema che pare irrisolvibile e che amareggia la sua vita: nonostante molti tentativi, richieste, raccomandazioni, nessun Club del Golf accetta la sua iscrizione. Per Jack, che comunque non ha mai giocato a golf nella sua vita e quasi non conosce neppure le regole, questa esclusione diventa un assillo e lo fa sentire un estraneo nel paese che tanto ama e di cui vuole essere parte al punto da aver rinnegato le sue origini. Quando legge sul Time che viene messa in vendita, in un villaggio del Dorset, una casa di campagna con annessi sessanta acri di terreno, decide quindi di vendere l’appartamento londinese e di comprare quella casa, per costruire un suo campo da golf. segue
UN PERFETTO GENTILUOMO di Natasha Solomons Neri Pozza 2021
Gli sforzi incredibili di un ebreo tedesco fuggito dalla Germania nazista per diventare un perfetto gentiluomo inglese
“L’avevano escluso dai club londinesi, ma il suo sarebbe stato il miglior campo dell’Inghilterra meridionale e sarebbe stato lui a selezionare i membri. Si immaginò solennemente seduto al tavolo della cucina, intento a leggere un’enorme pila di corrispondenza proveniente dai lord del regno e segretari di club che imploravano di essere ammessi con lettere traboccanti di aggettivi.” segue
Questo romanzo di Natasha Solomons, scrittrice di grande successo che vive nel Dorset, è una lettura godibile, ironica, piena di piccoli colpi di scena, con pagine commoventi e ricche di riflessioni. Gli sforzi incredibili di Jack per diventare un perfetto gentiluomo inglese si scontrano con i sentimenti della moglie Sadie, che ha lasciato a Berlino, e di conseguenza alla deportazione e alla morte, sia i genitori che l’amatissimo fratello: per lei il legame con il passato è fondamentale per la sopravvivenza, anche se di quel passato non le resta che una scatola custodita gelosamente in cui ha tre fotografie e qualche piccolo ricordo e un libro di ricette della madre. Sadie a tratti compatisce il marito, a tratti prova una rabbia sorda nei suoi confronti, anche se nei momenti di bisogno, e ce ne saranno tanti in questa folle impresa del camp da golf, lo sosterrà con affetto e amore. È una storia piacevole da leggere, che fa riflettere su quello che siamo, sulla forza dei nostri desideri e delle nostre intenzioni, su quello che veramente conta nella vita.