Atteggiamento quasi servile e ossequioso verso la Giunta, Letter

Atteggiamento quasi servile e ossequioso verso la Giunta, Letter

Egregio direttore di Voce, con la presente lettera sono a esprimere alcune considerazioni su un articolo apparso sul vostro giornale il 6 agosto 2020, l’ultimo numero prima della pausa estiva. L’articolo si intitolava Rinascimento Valley. Come premessa devo dire che ho notato tra le righe un atteggiamento ossequioso, quasi servile nei confronti della giunta. Bel cambio di rotta per un giornale nato per essere voce alternativa graffiante e disincantata. In merito all’articolo siamo di fronte a un altro insediamento urbano, il cui iter si presenta circondato di belle parole e aspettative.

Altro insediamento urbano, altro consumo di suolo, nonostante la grave crisi finanziaria e immobiliare a seguito del Covid e non solo. La macchina del cemento non si ferma mai ed è trasversale a tutti i partiti a tutti i sistemi di potere fondazioni comprese. Già sono apparsi progetti dettagliati che non centrano nulla con quello che viene chiamato Polo tecnologico e culturale. Questo metodo di accaparramento del suolo si è notato in diversi punti del territorio comunale, come a Fossoli, un quartiere che doveva sorgere nel verde e che adesso di verde ha solo i vasi alle finestre e poco altro. Ma il Percorso Partecipativo del Parco Lama? Una promessa elettorale come il parcheggio in centro? Mi auguro in futuro di non leggere sul vostro giornale le veline del Comune.

Il fatto è che amiamo le visioni, gentile signor Manicardi. E Voce, nel quarto di secolo della sua esistenza, ne ha lanciate tante nell’immaginare una Carpi europea – inclusa quella del Parco Lama e diverse altre legate a urbanistica e territorio – che talvolta ci capita di pensare, senza presunzione, che le famose veline – nel senso di idee, sia ben chiaro – abbiano camminato nella direzione inversa a quella che lei sospetta. Su una visione abbiamo costruito anche la metafora della Rinascimento Valley, per reazione ai livelli asfittici del dibattito consiliare che ha accompagnato la delibera dell’atto di indirizzo concordato con la Fondazione CrC. Staremo a vedere come evolverà la situazione. Ma se quell’atto, investendo l’ex Consorzio agrario (che è già costruito, se ricorda) e aprendo un dibattito con la città, dischiudesse a un parco e a funzioni di alta formazione e desse una scossa all’immota plaga in cui questa città sta ristagnando, non nego che proveremo a crederci. Da critici, ma anche da chi desidera che Carpi lo faccia, finalmente, il salto di qualità atteso dai tempi della tangenziale, del casello sull’A22, dell’arrivo del gas metano: praticamente da cinquant’anni

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