Carpi vista da Roma, Lettere del 28 ottobre

Carpi vista da Roma, Lettere del 28 ottobre

Signor Direttore, sono romano di Roma ma non di rado capito a Carpi perché ho dei carissimi amici che vivono in zona e spesso, quando vado a trovarli, faccio una scappata nella vostra cittadina. Carpi è molto piacevole, ospitale, ben organizzata e soprattutto pulita e sicura. In sostanza, l’opposto di Roma, va detto, pur fatte le debite proporzioni e fermo restando che, da visitatore occasionale, ho una visione piuttosto superficiale della realtà locale. Ora, mi è davvero difficile trovare qualcosa di negativo a Carpi, ma almeno una cosa c’è. Con il dovuto tatto l’ho fatto presente anche ai miei amici, trapiantatisi lì da anni, che però mi hanno dato pienamente ragione, anche se sembrano oramai averci fatto il callo. Come mi hanno detto. Si tratta di una situazione cronica, che hanno vissuto da sempre. Non solo, ma anche dei Carpigiani veraci mi hanno detto che il problema sussiste da generazioni e che ben difficilmente potrà essere sanato in quanto mancherebbe la volontà politica di farlo. In sostanza ho notato che, da qualsiasi direzione si giunga a Carpi, la viabilità è ovunque ottima ed il traffico scorrevole, con una rete viaria dappertutto ben organizzata e manutenzionata. Soltanto per l’accesso da Nord, dal quartiere di Cibeno-Pile, secondo altri, la strada che dapprima è larga e molto agevole, si restringe e praticamente si strozza a ridosso del quadrivio, sempre molto trafficato, dove c’è il passaggio a livello che la sbarra diagonalmente. Qui ogni volta è la stessa storia: lunghe attese al semaforo, soprattutto al mattino e non solo quando deve passare un treno, smog, nervosismo…

Certo, da qui il traffico è molto ordinato e gli automobilisti sono disciplinati e pazienti, però qualche colpo di clacson mi è capitato di sentirlo. Ogni volta che torno (e sono ormai cinque anni che bazzico dalle vostre parti) spero di trovare un miglioramento ma non è cosi: lo stallo, a fronte di un traffico che mi sembra crescente, è indubbio, tanto che comincio ormai a pensare che i miei amici e i loro conoscenti abbiano ragione ad essere rassegnati. Possibile però che una città tanto razionale, ottima e tanto più ricca di altre come la vostra non riesca a trovare una soluzione a questo problema viario? E un’altra cosa: in Emilia l’arredo urbano, la cura e la manutenzione di edifici ed aree, pubbliche o private che siano, è veramente invidiabile e Carpi non è da meno, ve ne do pienamente atto. Mi chiedo allora perché, sempre lì, a ridosso di questo passaggio a livello, ad ambo i lati della strada, vi ostinate a mantenere quello che credo sia un residuo post-industriale apparentemente di nessun valore e che, col passar del tempo, si è trasformato in una discarica di laterizi e ferraglia varia, con cancelli arrugginiti e divelti, tettoie cadenti, erbacce dappertutto e rete metallica piena di buchi. Siamo a due passi dal centro storico e dalla vostra meravigliosa piazza, con la Cattedrale tutta ben rimessa a nuovo, e, scusate se lo dico, ma non è proprio un bel biglietto da visita per Carpi… Come romano, e con tutti gli arcinoti problemi strutturali della mia città, dovrei starmene zitto, forse vergognarmi, ed avreste ragione a dirlo: ma è proprio perché vi ammiro, mi piace la vostra città e mi ci trovo bene ogni volta che ci vengo che ho voluto scrivervi. Spero di non aver urtato i sentimenti di nessuno e, se l’ho fatto, vi prego di scusarmi. Mi firmo, anche se prego di non mettere il mio nome, perché non voglio rischiare di offendere i miei carissimi amici e conoscenti del luogo (che avranno però capito chi sono, se leggono il vostro giornale…). Alla prossima visita a Carpi!

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