Portico a Novi, gli impegni debbono essere rispettati, Lettere del 28 novembre

Portico a Novi, gli impegni debbono essere rispettati, Lettere del 28 novembre

Gentile Direttore, in merito all’articolo apparso sul numero di Voce appena uscito, dal titolo “A chi tocca pavimentare il portico” vorrei fare qualche riflessione. La riprogettazione della piazza post sisma, come è stata presentata dall’Amministrazione nel maggio 2018 a tutti i cittadini, prevede la costruzione di nuovi portici dove prima non esistevano, sia da parte pubblica (sala civica Ferraresi) sia come richiesta alle proprietà private, ove sia possibile. Uno dei privati che ha aderito alla richiesta dell’Amministrazione è stata la proprietaria dell’immobile oggetto dell’articolo, raggiungendo un accordo in base al quale la proprietà ha messo a disposizione una quota di superficie del suo immobile e il Comune si è impegnato a pavimentare a proprie spese il portico ad uso pubblico previsto nel progetto di ricostruzione. Tutto alla luce del sole, tutto legittimo, senza alcuna “promessa” ma semplicemente attraverso un normalissimo accordo pubblico-privato. Ad oggi, con la ricostruzione dell’edificio porticato e con una nuova attività in affaccio pronta ad iniziare, ci si aspetterebbe, da parte del sindaco Diacci, l’immediata presa in carico dell’intervento dando seguito all’accordo perché, a fronte di impegni scritti e trasparenti tra pubblica amministrazione e privati cittadini, non si fanno distinzioni tra chi c’era prima, chi c’è adesso e chi ci sarà dopo. Inoltre, vista la sofferenza e la carenza di attività nel nostro comune, un’Amministrazione dovrebbe fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per attrarre investimenti in tal senso, rimuovere gli eventuali ostacoli burocratici e favorire il più possibile chi decide di insediarsi nel nostro territorio. A cosa servono altrimenti i bandi rivolti ai commercianti che giustamente sta promuovendo questa Amministrazione? Da un lato fa vedere di voler investire e dall’altro non fa altro che restare immobile, quando va bene, anziché dare soluzioni. La politica del sindaco Diacci (o forse del suo capo politico?) è solo quella di prendere tempo, cercare scuse inconsistenti, addossare responsabilità a chi c’era prima di lui e, di fatto, mettere in difficoltà chi ha investito scegliendo di aprire a Novi. Ancora una volta questa Amministrazione e soprattutto chi ci sta dietro, crea problemi anziché risolverli. La prossima volta, la colpa di chi sarà?

Marina Rossi, segretario Pd – Novi di Modena

 

Grazie della precisazione. Ma, senza entrare nel merito, non pensavamo che un caso legato alla ricostruzione come ce ne sono tanti, a Novi, e dove abbiamo dato conto della posizione del privato e delle spiegazioni del Comune, potesse richiamare l’attenzione nientemeno che della Segreteria comunale del Pd.

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