Il nostro tempo sembra divertirsi a nascondere la realtà, piuttosto che a svelarla; a mascherarla piuttosto che a rivelarne l'intima consistenza. Ci troviamo tutti implicati in un grande gioco a nascondino, che vede protagonisti, da una parte, soprattutto coloro che si ritengono le guide della comunità, politica e civile, dall'altra il popolo, i sudditi che devono essere tenuti all'oscuro di ciò che viene di volta in volta pensato e deciso, progettato, eseguito. A cose fatte...,si dice, chi vivrà vedrà. Interessante nel Vangelo (Luca 12,53) un passaggio che sa di sfida: ''Ipocriti,sapete discernere l'aspetto della terra e del cielo e non sapete discernere questo tempo?''. C'è tempo e tempo. Chi sa discernere cosi bene il tempo meteorologico, perché non si impegna a interpretare lo spirito dell'epoca, il tempo dell'uomo e di Dio? segue
I tre pericoli che incombono su tutte le comunità
Il Concilio Vaticano II invitava i credenti a interpretare il Kairos, il tempo opportuno, cioè il farsi del Regno di Dio dentro la storia degli uomini e ad accompagnare con il proprio impegno la crescita della giustizia, della libertà, della pace, che ne sono gli indizi più significativi. Il Vangelo invita a una responsabilità senza attenuanti: ' Perchè non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?''. Si direbbe: bella domanda... Che cosa si sono detti Trump, Xi Jinping e Putin (ho letto che ha finanziato un progetto per l'immortalità) sul destino del mondo, dopo che lo stanno destabilizzando con guerre, morte, odio e cattiveria? Certo che anche nel nostro Paese c'è chi semina divisione e razzismo e cresce nei sondaggi. E che dire degli Italiani che investono azioni e obbligazioni sulle aziende che fanno armi, vedi Leonardo, e casomai vanno in Chiesa? L'ipocrisia regna sovrana. Ci sono tre gravi pericoli che incombono sulle comunità, civili, politiche e religiose. Uno è il pericolo del fanatismo che nasce sempre dalla paura interiore nei confronti dell'altro, del diverso, dell'immigrato, anche se nasce nel nostro Paese, del non catalogabile; si esaspera l'identità e l'appartenenza, per difendersi da ciò che non si conosce e che suscita perplessità e timore E, come si sa e si vede, dall'idea fanatica alla spada (la violenza) ci corre poco. Il secondo è il pericolo della banalizzazione dell'ideale, per rispondere alle parziali sollecitazioni del momento. Infine, c'è il pericolo della grettezza consolidata, tipica di coloro che fanno della loro chiusura mentale e affettiva un punto di forza e lo strumento per difendersi. E' lo scandalo di chi si presenta con il proprio implacabile buon esempio, con una coscienza rigidamente inamidata... Costoro sanno già tutto, di società, di Chiesa, di progetti da applicare e hanno risposte esaurienti da offrire alla gente. Manca loro soltanto un po' di intelligenza e di cuore, di apertura al futuro che certamente non farà sconti a nessuno. Questa è la nostra speranza.