Chissà se il Popolo di Dio ha capito e compreso il messaggio ''...prima dei confini ci sono le persone'' che papa Leone ha lanciato a Rimini, richiamando i movimenti a scelte coerenti sulle scelte politiche. Rivolgendosi soprattutto a chi ci governa, con le politiche scellerate verso gli immigranti e i lavoratori di altri Paesi che vengono da noi a risolverci i problemi legato alla manodopera. Il Vescovo di Rimini nel saluto al Pontefice è stato molto chiaro sulla necessità dell'apporto dei migranti nei vari settori del turismo, dell' agricoltura, del commercio, sulla scia dell'ottima accoglienza e dell'inserimento riscontrati in tutta la Riviera. Oltre ai bei canti e al grande entusiasmo – forse un po' esagerato – per l'arrivo del Papa, oggi sono necessari scelte precise e lavorare per il bene del Paese. Devo dire che Papa Leone con la sua mitezza e determinazione, ha il coraggio di dire la verità. Le dice giuste ai governanti per le loro scelte contrarie al messaggio di amore del Vangelo. E' stato molto determinato nello spronare a ''darsi una mossa'' e a lavorare nelle città e nelle parrocchie. Lo spero molto, anche se è vero che i giovani che pure hanno votato con saggezza sul referendum, fanno invece registrare sondaggi preoccupanti circa le loro scelte sui partiti. I nostri anziani dicevano che ''capire non è obbligatorio'' ma il Papa è stato chiaro: non ci sono attenuanti, i valori del Vangelo non possono accettare compromessi e a non ascoltarli, si vede come siamo finiti. Queste guerre interminabili, tutti questi morti, in particolare innocenti, bambini con le loro mamme, sono una vergogna rivelatrice di come i guadagni sulle armi condizionino la convivenza dei popoli, come affermava papa Francesco. Questi criminali dovranno rispondere dei loro crimini. Il clima di odio e di paura non giova a nessuno. Pensavamo che alcune idee fossero state sepolte con la guerra mondiale, invece riemergono con altri ''vestiti'', ma sono sempre quelle. Spero che si costruisca un progetto alternativo per il buon governo del Paese. Il cardinale Zuppi aggiunge che ''...senza misericordia si diventa feroci, solo con il dialogo si costruisce la pace''. (foto TgR Emilia-Romagna)