Il nostro tempo sembra divertirsi a nascondere la realtà, piuttosto che a svelarla, a mascherarla, piuttosto che a rivelarne l'intima consistenza. Ci troviamo tutti implicati in un grande gioco a nascondino, che vede protagonisti, da una parte sopratutto coloro che si ritengono le guide della comunità, politica civile e dall'altra, il popolo, meglio dire i sudditi, che devono essere tenuti all'oscuro di ciò che viene di volta in volta pensato, progettato, pianificato ed eseguito, A cose fatte...si dice; chi vivrà, vedrà...si sentenzia. Qualcuno è ancora convinto che Stati Uniti, Russia e Cina non si siano divisi il mondo in aree di influenza? Che non si punti a sostituire le soluzioni di qualsiasi problema attraverso il confronto e il dialogo, con le armi e con la legge del più forte? Che si è messo drammaticamente in crisi l'Onu con la sua funzione di ricomporre i conflitti, dopo la drammatica esperienza della seconda guerra mondiale? Che si è sostituita la politica del bene comune, con quella del denaro, sempre e comunque? La nostra Costituzione, all'articolo 11, recita: “L'Italia ripudia la guerra come mezzo per risolvere i problemi''. Con questi Americani, che non sono uno solo e hanno sconvolto gli equilibri del mondo, nessuno era preparato ad affrontare i drammi che si sarebbero aperti. Oggi più che mai la politica deve riprendere il suo ruolo e governare l'economia per il bene dei popoli, fare valere i tavoli del dialogo e del confronto. Scoppia una nuova guerra e si sposta più in alto l'asticella, abusando della parola speranza: ''speriamo che....''. Ma è necessaria un'azione forte e condivisa per dire basta alla guerra, basta al massacro di tanti bambini e di tanti innocenti. Mi viene da pensare a quel brano del Vangelo, quando il Signore è sulla barca e i discepoli stavano pescando. Inizia una tempesta, che fa ballare la barca e Gesù dorme. Allora i discepoli impauriti lo svegliano e lui risponde ''...perché avete paura? Ero qui con voi''. Siamo noi a dormire non il Signore. Davvero oggi bisogna pregare, implorare la pace e che questi uomini malvagi prendano coscienza o il Signore li mandi all'inferno. Voglio credere che il bene vinca sempre e che il male verrà sconfitto. Mi piace ricordare il messaggio e l'insegnamento del grande papa Francesco con le sue intuizioni profetiche: ''Siamo di fronte a una crisi di civiltà, a una situazione umana che se non viene superata rischia di finire”. Per questo papa Francesco con tutta la sua forza morale e la sua intelligenza particolarmente viva, maturata dall'esperienza, si poneva nella prospettiva dell'uomo di domani, invitandolo a costruire una realtà diversa che vada oltre l'attuale, perché gli uomini si riconoscano membri di una stessa comunità e sappiano creare una civiltà nuova, capace di realizzare perdono, giustizia e pace e ritrovare le ragioni di una comunità rinnovata che dia a ciascuno ciò di cui ha bisogno, ricordando la indefettibile dignità di ognuno in quanto Figlio di Dio oltre che Figlio dell'uomo. Ricordate la visita ad Abu Dhabi? Papa Francesco ha firmato, assieme al Grande Imam, un ''documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune''. E rispondendo ai giornalisti affermò: ''Per me c'è un solo grande pericolo in questo momento: la guerra, l'odio fra noi''.