Denaro a fondo (s)perduto, Mercati finanziari

Denaro a fondo (s)perduto, Mercati finanziari

A tre mesi dall’inizio della pandemia si cominciano a quantificare i danni per diversi settori economici con impatti preoccupanti per turismo, servizi della ristorazione, trasporti e relativo indotto, considerati i più esposti. Di fronte a questo scenario, tutti i principali governi hanno provveduto a piani di sostegno all’economia per attutire al meglio le conseguenze negative su imprese e famiglie, seppur vi siano potenziali assai differenti tra stato e stato. Gli Usa hanno attuato una politica di concerto tra amministrazione Trump e Fed (banca centrale) tale da produrre immediati stimoli economici e finanziari, stanziando un piano bazooka con pochi precedenti storici, alzando nello stesso tempo il debito pubblico e soprattutto orientandosi a una probabile svalutazione futura della propria moneta. L’Europa , unificata solo dall’Euro, ha dato vita a interventi dei singoli stati molto differenti tra loro, proprio per la mancanza di una vera unità politica, sempre promessa e mai concretamente attuata. E così, se da un lato la Germania ha davvero concesso a imprese e famiglie denaro immediato e per somme importanti pro-capite, anche a fondo perduto, in Italia invece si è fatto qualcosa ma ancora una volta, mancando le capacità finanziarie, è troppo poco rispetto a quanto sarebbe necessario. Anche se sono in corso accordi con i paesi europei per stanziare somme di denaro davvero importanti, in questi casi la velocità di decisione può però essere determinante per diverse piccole medie-imprese, in bilico tra resistere sul mercato o perire.

E così, almeno per le situazioni più critiche e gravi, ci si aspettava che imprese e famiglie potessero ricevere più risorse a fondo perduto, diventate ahinoi più sperdute che effettivamente concesse. Tutto quindi dipenderà dalle prossime decisioni con l’Europa. In Cina, invece, il governo ha addirittura gettato la spugna sulle stime future del suo Pil, eliminando dai suoi obiettivi il target minimo da raggiungere. E ha pensato bene di virare completamente per concentrarsi sul lato del deficit (fare debito), sull’occupazione e sugli investimenti, con lo scopo di mantenere elevati i consumi interni, a tutto beneficio della crescita. Questo è un aspetto che tende sempre più verso il protezionismo economico e suona come un’ avvisaglia anche per gli Stati Uniti. Per noi Italiani, “ostaggi” ormai da diversi anni di uno stallo politico e di un’Europa lenta a decidere e troppo parsimoniosa anche di fronte a scenari estremi come quello attuale, dobbiamo sperare che le ultime parole di un membro della Bce siano di buon auspicio. E’ stato infatti Villeroy a dichiarare che il piano di Pandemic QE sarà aumentato in modo aggressivo ben oltre i 750 miliardi e che i limiti di capitale per il riacquisto di bond europei verranno superati a tutto vantaggio (temporaneo) dei paesi più bisognosi come Italia e Grecia. Come dire che per i mesi a venire per l’Italia pare non sussistere un problema di debito pubblico e che i nostri titoli di stato Btp saranno preferiti negli acquisti della Bce. Tutto questo tenderà a ridurre lo spread e soprattutto dovrebbe concedere tempo al governo per spingere verso un accordo con gli altri paesi europei e per una soluzione comune davvero corposa e sostanziosa. Servono tanti miliardi di euro nelle tasche delle imprese e delle famiglie più bisognose se si vuole davvero rimettere in moto l’economia nazionale ed evitare scenari pericolosi.

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