La volatilità esplode ai massimi storici

La volatilità esplode ai massimi storici

Quasi tutti assuefatti. Ebbene sì, questo era il clima di fiducia che si respira va da diverso tempo fra i grandi gestori, le banche e gli operatori del settore finanziario e quasi come d’incanto, probabilmente in anticipo di qualche mese rispetto alle previsioni, è arrivato l’evento da “cigno nero” per usare le parole del noto scrittore Nassim NicholasTaleb. Nessuno può prevedere il momento preciso del verificarsi di questo tipo di eventi, perché, proprio come un  terremoto devastante, rientrano fra gli avvenimenti molto negativi che hanno solo l’uno per cento di probabilità che si verifichino, alla soglia dunque dell’impossibile, ma quando accadono fanno molto male. In particolare a chi non vuole convincersi che l’evento è di una entità tale da indurre a correre subito ai ripari piuttosto che inquadrarlo, ancora una volta, come una semplice correzione dei mercati, cullandosi nella convinzione che, fino a prova contraria, potrebbe essere così anche questa volta e quindi sarebbe tutto pronto per ripartire al rialzo.

Eppure, esattamente un paio di settimane fa, dalle parole così chiare e decise di Mario Draghi, governatore della Bce, sulla sua visione ottimistica della crescita economica europea era emerso un quadro talmente positivo sulle aziende europee che nemmeno la forza dell’euro nel confronto con molte valute mondiali ed in modo particolare con il dollaro americano avrebbe destato  preoccupazione su uno scenario futuro così nettamente rialzista. E tutto questo ben supportava la continuazione rialzista del mercato azionario, anche se va precisato che sui mercati si comprano e si vendono anche le “aspettative future” .  E quindi come hanno reagito i mercati finanziari dinanzi a tanta fermezza di Draghi e poi di Yanet Yellen? Da un lato hanno premuto l’acceleratore sul rialzo dei tassi d’interesse, anticipando uno scenario inflattivo e facendo scendere ancora i prezzi delle obbligazioni, mentre le azioni, dopo un calo di lieve entità ai primi di febbraio, sembravano ancora impostate al rialzo.

 

Ma poi, in sordina, è arrivata una vera stangata anche sui mercati azionari internazionali. Correzione? Probabile: ma di quale profondità?  

Preciso che altri tipi di investimenti, molto meno rischiosi come le obbligazioni governative internazionali sono in ribasso da un anno, per non dire poi dell’oro e delle materie prime che scendono da ben sei anni. Insomma, più volte avevo avvertito in precedenza che si sarebbe potuto verificare un evento talmente imponderabile e tale per cui il cash sarebbe sta to forse un asset finanziario da non sottovalutare. Seppur senza rendimento, dati i tassi a zero come mai nella storia finanziaria europea, avrebbe infatti quanto meno limitato i danni da discese in contemporanea di azioni, obbligazioni, oro e materie prime.

Ecco fatto. Inutile cercare ora di capire a chi attribuire la colpa, che tanto lo sanno in tanti che sono proprio le stesse banche centrali le artefici di questo eventuale caos finanziario, se dovesse continuare nelle prossime settimane. Da sempre incuranti del fatto che, stampando una quantità di denaro mostruosa hanno poi creato la più grande bolla di liquidità mai vista prima d’ora, sanno che ridurla gradualmente, come sarebbe nelle loro intenzioni, è un compito molto complicato.

 

Quello che più mi sta colpendo di questo evento negativo, ancora in atto al momento, è stata l’esplosione del ratio di volatilità delle borse che mai nella storia hanno fatto registrare in certi indicatori tecnici un vero e proprio “buco” ben al di fuori delle bande di oscillazione che hanno contenuto in passato le cadute dei mercati azionari. Questo è un aspetto da non sottovalutare, ma neppure tale da indurre a ritenere che non si possa ripartire. Se diamo poi uno sguardo all’indice Euro Stoxx 50, possiamo notare come la veloce e violenta “correzione” potrebbe spingere al ribasso l’indice fino a 3 mila 200 punti e che sotto tale livello c’è solo l’area dei 3 mila punti, dove forse potrebbero tornare gli acquisti. Ma sotto questo livello ci sarebbe il vuoto. Come sempre è consigliabile essere pronti a ogni reazione su base settimanale, per approfittare dell’eventuale rialzo. E, in caso contrario, a passare in difesa del capitale per non restare immischiati in fasi ribassiste anche dolorose, in termini di perdite attese e di tempo necessario per il recupero futuro.

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