Siamo arrivati al punto di rottura

Siamo arrivati al punto di rottura

di Tiziano Morgillo


Siamo giunti agli sgoccioli di un intero sistema mondiale “fallito”, poco sostenibile per gli errori commessi da parte di chi ha detenuto il potere politico, economico e finanziario e destinato a un cambiamento epocale. 

 

Negli ultimi trent’anni abbiamo assistito a un graduale e costante impoverimento della borghesia su scala mondiale a causa degli errori dei governi per le  scelte di politica economica e di sostegno sociale che non hanno soddisfatto a sufficienza le necessità di tutela di questa categoria. 

 

Se a tutto questo sommiamo anche  le politiche non convenzionali delle banche centrali che mai nella storia, così come in questo ciclo economico ripartito nel 2009, da controllori dei mercati finanziari si sono messe in campo a fare gli investitori, allora il quadro si complica. Il loro intervento ha pilotato al rialzo diversi investimenti, invogliando molti risparmiatori verso scelte d’investimento senza considerare prima i giusti rischi di mercato in quanto in finanza nulla cresce all’infinito. 

Un esempio che potrebbe produrre degli effetti negativi sui prezzi degli investimenti è l’assurda quantità di denaro stampato e immesso sul mercato azionario e obbligazionario che in molti casi si trova in una sorta di “doppia bolla dei prezzi”. Quando scoppierà farà probabilmente scendere in contemporanea i prezzi di azioni e obbligazioni, producendo grandi dolori finanziari a una moltitudine di risparmiatori. Ma nel frattempo, l’economia mondiale sta viaggiando a pieno ritmo e più volte riceviamo conforme positive dagli stesse esponenti delle banche centrali e in modo particolare da Mario Draghi.

 

 

Che necessità c’è di rimarcare questo aspetto? Ricordo bene il biennio 20062007 in cui si dicevano le stesse cose mentre il mondo era sull’orlo di un grande crisi avvenuta poi nel 2008. L’ultima decisione di Donald Trump di cominciare a introdurre dei dazi doganali per ora solo verso alcune potenze economiche mondiali è solo la ciliegina sulla torta di un un intero sistema finanziario dirottato lentamente al punto di rottura. 

 

Successe la stessa cosa negli anni Trenta quando poi il commercio mondiale crollò del 60 per cento. Nel frattempo però si sono sviluppate le nuove valute digitali, le cryptocurrencies, che insieme alla nuova tecnologia della Blockchain porteranno dei grandi cambiamenti positivi nel mondo. 

 

Prima di tutto questo però siamo a rischio di un evento negativo che determinerà la fine del vecchio sistema finanziario a favore di quello nuovo e che come tutti i colpi di coda finale potrebbe essere anche peggiore del precedente accaduto nel 2008. 

Un evento scatenante metterà quanto prima il mondo in una nuova crisi probabilmente intensa ma di breve durata: motivo per cui soprattutto noi italiani dovremmo prendere delle misure preventive. La tendenza è infatti la costante e continua riduzione da parte delle principali banche centrali del mondo della riserva di Euro, ridotta nei loro portafogli dal 28 per cento del 2009 al 20 per cento di oggi. È anche  questa mancanza di fiducia che dovrebbe un po’ allarmarci, nonostante Mario Draghi ci dica che “va tutto bene”. 

Auguro a tutti i lettori una serena e buona Pasqua.

 

 

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