Un gioco finanziario asimmetrico, Mercati finanziari del 31 ottobre

Un gioco finanziario asimmetrico, Mercati finanziari del 31 ottobre

di Tiziano Morgillo

 

Vi siete mai chiesti che cosa vi rende veramente soddisfatti quando decidete di investire i vostri soldi ? Sono i risultati che ottenete oppure le cose che potrete poi comprare? E quindi, date una maggiore importanza al risultato del momento oppure al risultato finale ottenuto? E quanto siete veramente disposti a rischiare pur di ottenere un risultato migliore? Quest’ultima domanda è quella che solitamente vi viene fatta dal consulente bancario o dal promotore che vi segue il patrimonio finanziario e con cui cercano di aiutarvi circa gli investimenti ai quali indirizzarvi ma che, ben consapevoli che nessuno potrà conoscere come si evolveranno i fatti futuri, vi parleranno sempre e solo di risultati attesi e di rischi attesi, lasciando a voi la decisione finale e quindi anche la responsabilità dei risultati. E quindi il loro contributo in che cosa si concretizza in buona sostanza? Nella vendita di un prodotto, in una sorta di “gioco finanziario” asimmetrico in cui chi vende il prodotto finanziario di sicuro guadagna una commissione, spesso di entrata e poi anche di mantenimento, mentre chi lo compra – l’investitore – oltre a pagarla si accolla anche tutto il rischio finanziario, nel bene e nel male. 

Vi sembra equo tutto questo? E allora chi sarebbero i soggetti più capaci e competenti nel mondo degli investimenti di cui ci potremmo fidare? Diciamo che sulla carta i professionisti più preparati e competenti sono i gestori di patrimoni che lavorano per le case d’investimento e che non entrano quasi mai in contatto con il pubblico degli investitori, occupandosi tutti i giorni di analizzare e pianificare le scelte finanziarie. Tuttavia, qualche persona più attenta e informata potrebbe obiettare, a buon ragione in alcuni casi, che nemmeno i gestori patrimoniali su certi tipi di investimenti come per esempio l’azionario hanno la sfera di cristallo e quindi la principale strategia che vi viene “venduta” è quella di essere preparati e forti psicologicamente anche davanti a un calo burrascoso dei prezzi del 40 o 50 per cento che, tanto, verrà poi recuperato col passare degli anni. Così è sempre stato nella storia finanziaria degli investimenti più rischiosi, meglio definiti come i più volatili. Ma poi, quanti anni serviranno per recuperare non si sa, sebbene le statistiche dicano che a volte sono sufficienti due anni, altre volte tre o cinque ma in qualche caso anche venti. 

Vi state preparando e allenando per un eventuale evento più burrascoso del previsto e che potrebbe mettere a dura prova la vostra psicologia di investitore? Provo a darvi un suggerimento analizzando i mercati finanziari come si vede nel grafico allegato sull’indice Vix che in buona sostanza misura “il grado di paura” degli investitori (tanto più è basso il livello del Vix e tanto più gli investitori preparati sono favorevoli a prendersi ancora dei rischi negli investimenti mentre ogni volta che il Vix è salito sopra la soglia dei 30 punti si è poi sempre verificata una forte correzione delle borse mondiali o addirittura come nel 2008 una profonda distruzione di valore nel prezzo delle azioni fino a toccare anche il meno 80 per cento). Ebbene, analizzando più in particolare le mosse di alcuni gestori è emerso che qualche grosso investitore ha provveduto a comprarsi delle “opzioni call con scadenza aprile 2020 con strike 65 di prezzo”: il che, tradotto in parole povere, vuol dire che costoro si vogliono coprire da un possibile shock dei mercati azionari simile a quello accaduto nel 2008. Ciò non vuol dire che debba per forza verificarsi un evento di quell’impatto, ma che la prudenza su certi mercati è d’obbligo. E che, se non si disponga di un metodo dinamico di entrata e di uscita da certi mercati, è tanto più necessario monitorare i prezzi settimanalmente.

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